Salini Impregilo e Comune di Taormina verso l'ennesima battaglia legale

Taormina si prepara allo scontro finale con Impregilo in Cassazione che deciderà il destino del Comune e nelle scorse ore la segretaria generale di Palazzo dei Giurati, la dott.ssa Rossana Carrubba, con apposita determina dirigenziale, ha conferito incarico ai legali che difenderanno l’ente locale nel giudizio davanti alla Corte Suprema. E’ stato dato incarico espresso di presentare istanza per l’inibitoria della sentenza della Corte d’Appello di Messina agli avvocati. Giovanni Giacobbe con studio a Roma e Andrea Scuderi con studio a Catania.

Con il ricorso in Cassazione il Comune punta a ribaltare l’esito recente della sentenza della Corte di Appello emessa nel giudizio tra la casa municipale e Salini Impregilo SpA (già Impregilo), che ha visto prevalere in quel caso l’impresa milanese con il relativo riconoscimento da parte della Corte ad Impregilo ad ottenere 15 milioni di euro dal Comune. Le parti si erano già scontrate in Cassazione nel 2010 ma in quel caso il Comune era riuscito ad avere la meglio ed era stata stoppata la richiesta di Impregilo ad avere il titolo esecutivo su un decreto ingiuntivo da 23 milioni di euro.

Ora l’incubo del Lodo Impregilo per il Comune si è riaffacciato e rischia di compromettere l’iter del piano di riequilibrio varato dal Comune, che ha sottoposto alle valutazioni del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti un percorso di rientro in 29 anni di debiti per 18 milioni di euro da sostenere con un relativo mutuo. Sono ben 7 i procedimenti aperti tra Comune di Taormina e Impregilo in una battaglia legale che va avanti da ormai un ventennio per la questione irrisolta dei lavori che portarono in passato alla realizzazione del sistema di parcheggi e viabilità a Taormina (Lumbi, Porta Catania e relativi tunnel-gallerie).

Alcune di queste cause sono ancora pendenti da quando ancora era in attività il Tribunale di Taormina, che aveva sede a Trappitello in Via Francavilla e che risulta chiuso dal 2013 (con le cause trasferite poi a Messina). E’ in atto al Tribunale di Messina (ex Tribunale di Taormina), un’opposizione del Comune al decreto ingiuntivo da 23 milioni a suo tempo avanzato da Impregilo. Alla Corte di Appello di Messina il Comune ha proposto appello alla sentenza/ordinanza del Got sull’esecutività del decreto ingiuntivo sempre dell’impresa milanese. Ed in Corte di Appello la casa municipale ha chiesto la riassunzione dei giudizi in atto. Un altro fronte è aperto presso il Tribunale di Palermo – sezione Imprese – Collaudo, dove il giudizio al momento è stato interrotto dal presidente della Sezione Imprese di Palermo “a causa – cosi ha comunicato il Comune al Ministero – della mancanza di magistrati”. In questo caso si tratta del collaudo finale dei parcheggi, stando al quale Taormina ha avanzato richiesta di circa 40 milioni di risarcimento danni nei confronti di Impregilo, lamentando una serie di presunte inadempienze nei lavori che riguardarono la realizzazione dei parcheggi. Ed ancora: al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania il Comune di Taormina c’è un ricorso per “l’annullamento delle variazioni ai conteggi revisionali rielaborati dalla Commissione di collaudo”.

Inoltre, al Tribunale di Messina, sezione Esecuzione Immobiliare – procedimento esecutivo – un ulteriore giudizio risulta pendente e si tratta dell’azione con cui la Imprepar -Impregilo agisce in via esecutiva contro il Comune di Taormina, in virtù del provvedimento del Giudice Onorario del Tribunale di Messina (ex sezione distaccata di Taormina) con cui il decreto ingiuntivo il 12 dicembre 2012 è stato dichiarato definitivamente esecutivo ai sensi dell’articolo 647 del codice di procedura civile. Il Giudice nell’udienza del 14 marzo 2014 ha disposto la sospensione dell’esecuzione (il titolo esecutivo in forza del quale si agiva era stato sospeso). Anche qui, insomma, la battaglia legale riguarda sempre i 23 milioni di euro pretesi da Impregilo. E adesso il Comune sta preparando, con i suoi legali, un ricorso in Cassazione per opporsi proprio alla recente sentenza della Corte d’Appello di Messina che riconosce ad Impregilo il titolo ad avere 15 milioni dal Comune.

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