Palazzo Corvaja, ex sede del parlamento siciliano

Il Comune di Taormina non si prende cura di Palazzo Corvaja e la Soprintendenza di Messina interviene con una nota nella quale dispone adesso “l’interdizione all’uso del monumento” sino a quanto non saranno stati effettuati i necessari lavori a tutela del bene e della pubblica incolumità dell’utenza. Dura presa di posizione, dunque, delle Belle Arti, che attraversa una comunicazione trasmessa al Comune di Taormina e alla Prefettura di Messina evidenzia, dunque, le condizioni critiche dell’ex sede del Parlamento siciliano. Di recente, da una delle finestre di Palazzo Corvaja si sono persino staccati pezzi di intonaco che solo per circostanze fortuite non hanno colpito i turisti che visitavano il sito, ma i problemi sono tanti e sin qui tutti irrisolti. alcune stanze sono nel più completo abbandono, i saloni del palazzo sono interessati da infiltrazioni d’acqua, si può notare sporcizia e rifiuti lasciati da chi ha utilizzato in questi anni il prestigioso palazzo. Il Comune aveva prospettato dei lavori dell’importo di circa 10 mila euro per sistemare i pluviali ma quelle opere non sono state ad oggi mai avviate.

“La Soprintendenza ha effettuato un’ispezione a Palazzo Corvaja – scrivono il soprintendente, arch. Orazio Micali, ed il dirigente della Sezione Beni Architettonici e Storico Artistici, arch. Mirella Vinci -, ai sensi del Codice Unico dei Beni Culturali e del Paesaggio ed ha riscontrato un pessimo stato di conservazione del monumento.

Il bene necessita dell’esecuzione di opere urgenti di tutela, oltre che interventi di manutenzione e restauro al fine di eliminare infiltrazioni di acqua meteorica proveniente dalle coperture e vanno consolidate le murature e le parti strutturali e decorative che si affacciano sui cortili interni e sulle vie pubbliche, a rischio crollo, che rappresentano un potenziale pericolo per l’incolumità. Il bene monumentale nel suo complesso necessita di tutte quelle attività che, mediante una coerente di programmazione di studio, siano idonee al controllo delle condizioni di conservazione e al mantenimento dell’integrità materiale. Tale situazione costituisce, quindi, potenziale pericolo per la pubblica incolumità e la conservazione del bene. Ai sensi del Codice Unico dei Beni Culturali e del Paesaggio, gli enti pubblici hanno obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza, pertanto si intima al Comune di Taormina, nella persona del sindaco, proprietario del bene monumentale, di intervenire urgentemente per garantire gli interventi provvisori, indispensabili per evitare danni al bene tutelato, ed alla pubblica incolumità, dandone tempestiva comunicazione alla Soprintendenza, inviando alla stessa, entro 90 giorni dalla ricezione, il progetto degli interventi definitivi per le necessarie autorizzazioni. Si rappresenta che la Soprintendenza di Messina con nota del 29 novembre 2005 ha autorizzato il progetto per il restauro e la manutenzione di straordinaria di Palazzo Corvaja e ha autorizzato i lavori riguardanti gli ambienti annessi al palazzo. Successivamente, sempre la Soprintendenza di Messina, il 24 novembre 200 ha approvato in linea tecnica la progettazione definitiva per il restauro e la manutenzione straordinaria di Palazzo Corvaja, ed ha reso parere tecnico per un importo complessivo di 662 mila 157 euro. Gli interventi adesso da eseguire sono riconducibili a quelli nei citati progetti, che non hanno avuto seguito. esecutivo e che andranno adeguati allo stato attuale”.

“La Soprintendenza, nelle more dell’esecuzione degli interventi urgenti a salvaguardia del monumento e della pubblica incolumità, riscontrate le gravi carenze, ha cosi disposto ora “l’interdizione all’uso del monumento”. “Agli atti della Soprintendenza, inoltre – fanno sapere le Belle Arti -, non risultano convenzioni tra l’Amministrazione comunale di Taormina e gli utilizzatori di Palazzo Corvaja. Si rammenta che le convenzioni, ai sensi dell’articolo 106 del decreto legislativo, devono ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza, organo periferico dell’Assessorato ai Beni Culturali, a condizione che il conferimento garantisca la conservazione e la fruizione pubblica del bene e che sia assicurata la compatibilità della destinazione d’uso con il carattere storico e artistico del bene. Con l’autorizzazione possono essere dettate prescrizioni sull’uso del bene che sono soggetto a canone di concessione, ai sensi dell’art. 108 in funzione del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi”.

© Riproduzione Riservata

Commenti