Via Teatro Greco
Via Teatro Greco

La Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina ha trasmesso una nota di “remissione in pristino” della Via Teatro Greco nei confronti dei gestori e titolari dei gazebo dislocato lungo la centralissima arteria che porta al Teatro Antico. Per le Belle Arti, in sostanza, i chioschi dovranno lasciare la Via Teatro Greco. Torna, quindi, in primo piano la vicenda che aveva già scatenato polemiche e una contesa tra la Soprintendenza, i gestori delle attività ed il Comune nel periodo antecedente al G7 del maggio 2017. In quel caso, come si ricorderà, i chioschi dovettero abbandonare la Via Teatro Greco in quanto c’erano da effettuare i lavori di asfaltatura della strada in previsione poi del G7. Nelle 48 ore successive al summit dei sette grandi, i gazebo sono stati poi ricollocati in Via Teatro Greco. Ma per la Soprintendenza la questione non è finita lì e in una nota a firma del soprintendente di Messina, arch. Orazio Micali, e della dirigente responsabile dell’Unità Operativa 4, arch. Marisa Mercurio, l’area in oggetto è stata occupata “senza alcuna autorizzazione paesaggistica”. Si tratterebbe di una “concessione temporanea di occupazione di suolo pubblico” e i gestori delle attività, di conseguenza, occuperebbero in atto “suolo pubblico sottoposto a disciplina di tutela dell’ex Dprs n.6561 dell’11 novembre 1967 con concessione scaduta”.

La nota richiama “l’autorizzazione paesaggistica resa in conferenza dei servizi per gli interventi di manutenzione della strada” (in vista allora del G7) con “la condizione che tutte le occupazioni di suolo pubblico in Via Teatro Greco, dove insistono gazebo, pedane e opere accessorie vengano rimosse in modo permanente”. La ricollocazione dei gazebo in Via Teatro Greco, secondo la Soprintendenza, “ha comportato violazione dell’obbligo disposto dalla Soprintendenza con nota del 23 febbraio 2017”. Da qui le ingiunzioni di demolizione e sgombero notificati ai vari operatori economici dei chioschi, in oggetto ai manufatti provvisori che si trovano in Via Teatro Greco ormai da parecchi anni ma ora ritenuti “privi di prescritta autorizzazione ex art.146 comma 4 del Codice dei Beni Culturali dei Paesaggi” La remissione in pristino, per le Belle Arti, “dovrà essere effettuata a spese del trasgressore entro e non oltre 30 giorni dalla notifica di tale comunicazione”.

La questione si avvia verso un braccio di ferro, anche perché i gestori dei chioschi si sono subito attivati per tutelare la permanenza delle loro attività e predisporre apposito ricorso al Tar di Catania ed hanno anche chiesto al Comune di prendere posizione. La questione riguarda circa 20 famiglie che vivono adesso momento di apprensione per quanto potrebbe accadere. Nella nota della Soprintendenza viene data conseguenziale disposizione ai destinatari, che oltre ai titolari delle strutture, sono il sindaco “proprietario dell’area interessata alla collocazione abusiva della struttura”, l’Ufficio Tecnico comunale ed il Commissario Straordinario per le Opere del G7, richiamando la conferenza dei servizi del 28 febbraio 2017 “nella quale è stata disposta la rimozione in modo permanente delle occupazioni di suolo pubblico sulla Via Teatro Greco con provvedimento adottato nel verbale di conferenza dei servizi.

© Riproduzione Riservata

Commenti