Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

Si prevedono tempi lunghi per il verdetto del Tar di Catania sulla Piscina comunale. Dopo l’udienza del 9 marzo scorso, che ha riguardato nel merito il ricorso del Comune di Taormina finalizzato ad ottenere il rilascio dei locali dell’impianto natatorio da parte dell’ente gestore Cvsm, potrebbero trascorrere a quanto pare altri due mesi prima del pronunciamento del tribunale etneo.

“A quanto pare i tempi sono effettivamente questi – fa sapere il portavoce del Cvsm, Alessandro Gaglio -, anche se ci auguriamo che ovviamente una decisione possa arrivare anche prima”. Resta, quindi, in sospeso il futuro della struttura di contrada Bongiovanni che proprio un anno fa è stata chiusa dal Comune, visto che gli uffici di Palazzo dei Giurati ritengono sia scaduto il contratto di gestione con il Cvsm, che per tutta risposta ritiene afferma che quel contratto di gestione della Piscina comunale sottoscritto tra le parti sia stato prorogato e che abbia come termine il marzo del 2026.

Da allora, come si sa, una battaglia senza tregua, con azioni ingiuntive avviate dal Cvsm che ha anche avanzato un pignoramento al momento bloccato dall’iter di riequilibrio in corso che consente al Comune di non subire gli effetti di procedure esecutive. Ora si attende l’esito del ricorso con entrambi i contendenti che, a seconda di come andrà il giudizio del Tar, si preparano a nuove azioni legali. Il Comune, in caso di accoglimento del ricorso, intende chiedere i danni per occupazione senza titolo dell’immobile e quindi per il mancato rilascio, mentre il Cvsm già annuncia una maxi-richiesta di risarcimento che si avvicinerebbe a circa 2 milioni di euro.

“Se il Tar dovesse darci ragione – evidenzia Gaglio – certamente avremo parecchie cose da chiedere in termini di danni subiti dal Cvsm. In qualsiasi caso, ci siamo già trovati a dover fare i conti con i creditori, perchè la mancata gestione chiaramente non ci esenta dal dover pagare le spese sostenute a suo tempo per i vari lavori atti a mantenere la struttura funzionale. stiamo facendo fronte. I nostro soci hanno affrontato delle incombenze economiche pari a circa 200 mila euro, pur non avendo noi nessuna fonte di copertura rispetto ai lavori e alle forniture perchè il Comune ha chiuso un anno fa la piscina. Il Comune ha blaterato per mesi anziché sedersi ad un tavolo e provare a fare chiarezza. Dopo la sentenza del Tar, comunque vada, il Comune dovrà assumersi le responsabilità del danno fatto non soltanto a noi ma anche e soprattutto ai cittadini, giovani, anziani, disabili, di ogni fascia ed età”.

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