Fabio D'Arrò ha lavorato dal 1987 sino ai mesi scorsi all'Hotel San Domenico

“Lavoro al San Domenico da 30 anni, non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione del genere. Non ci sono parole per descrivere questo momento”. L’eloquente testimonianza è quella del taorminese Fabio D’Arrò, 52 anni, una vita di sacrifici e di impegno all’Hotel San Domenico Palace. La lussuosa struttura alberghiera è al momento chiusa in attesa dei previsti lavori di ristrutturazione ed ammodernamento, che però non partono perché non c’è il placet del Comune e anche perché, a seguito dei ricorsi del Comune e di Legambiente, risulta sospeso della Regione Siciliana il parere positivo dato lo scorso dicembre dalla Soprintendenza alla “Taormina Hotel Property Spa” (stop deciso a gennaio dall’assessorato e sul quale si attende ora la decisione definitiva degli uffici di Palermo).

Intanto i lavoratori sono stati licenziati e uno di loro è Fabio, dal 1987 dipendente del San Domenico: prima dispensiere e poi, da 10 anni a questa parte, magazziniere. Fabio D’Arrò è uno dei lavoratori annuali che oggi si trovano catapultati nel momento più inatteso e più difficile. Si è rivolto ad un legale ma il suo è soprattutto il dispiacere di chi per tanto tempo è stato parte integrante di un gruppo di lavoro che ha accolto tanti turisti da ogni parte del mondo ed ospiti di prestigio.

“Cosa posso dire? Provo una grande amarezza – spiega Fabio -, se 30 anni fa qualcuno mi avesse detto che sarebbe accaduta una situazione come questa, lo avrei preso per matto. Era impensabile, il San Domenico è un simbolo del turismo di Taormina e della Sicilia, un anno fa di questi tempi c’era il G7 e ora siamo passati dal vertice dei Capi di Stato a questa chiusura e a non avere più il posto di lavoro. Io non sono più un ragazzino, ho 52 anni e mi chiedo chi possa essere interessato ad assumermi in un’altra struttura. Al momento ho trovato soltanto delle porte chiuse. Non è semplice trovare un nuovo lavoro, nessuno sa quando riaprirà il San Domenico. Quello che so per certo è che devo pagare l’affitto di casa e devo ottemperare con puntualità ad un prestito con la banca, che avevo aperto nel 2017. D’altronde, non avrei mai immaginato che tutto sarebbe cambiato in questo modo a distanza di un paio di mesi”.

Fabio è uno dei lavoratori annuali che dopo il concordato di qualche anno vide già ridursi il contratto ad un part-time verticale con nove mensilità e con la beffa della legge italiana che per i restanti tre mesi non dà diritto all’indennità di disoccupazione. “Mi sento preso in giro da tutta questa situazione – aggiunge Fabio – e una cosa la voglio evidenziare: dov’è la politica taorminese sul caso San Domenico? Che cosa hanno fatto gli amministratori per sostenerci in questa vicenda? Non hanno fatto completamente niente per noi”.

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