Taormina, Villaggio le Rocce
Villaggio le Rocce a Taormina

Il Comune di Taormina prova a capire il futuro del villaggio Le Rocce e a sondare il terreno con la Città Metropolitana per verificare la possibilità di ritagliarsi un ruolo nella futura gestione dell’oasi naturalistica. Al momento i cancelli de Le Rocce si sono nuovamente chiusi come nel 1972, quando per il villaggio ubicato a Mazzaro’ ebbe inizio una lunga fase di degrado e abbandono durata sino 2016, quando com’è noto ci fu la concessione in comodato d’uso alla Fondazione Fiumara d’Arte del mecenate Antonio Presti. Dopo la sentenza del Cga, che ha accolto il  ricorso de La Pianeta Sport Management e ha disposto la restituzione dell’immobile all’ex Provincia, tutto sembra essersi nuovamente fermato e Le Rocce rischiano di ripiombare nuovamente in quella stessa condizione di abbandono protrattosi per mezzo secolo. Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, incontrera’ nei prossimi giorni il sindaco metropolitano Renato Accorinti, da poco reinsediatosi al vertice di Palazzo dei Leoni. “Noi vogliamo esserci e dire la nostra, la città di Taormina non assisterà in modo passivo alle scelte per il futuro de Le Rocce”, ha evidenziato Giardina che aveva chiesto senza esito l’affidamento del bene alla casa municipale.

Giardina ora intende capire se Accorinti vorrà indire il bando di gara mediante il quale verrà assegnata la nuova gestione del villaggio o se invece, tenendo conto dell’incarico che potrebbe presto concludersi, demanderà le valutazioni al futuro sindaco di Messina (e prossimo sindaco metropolitano) che dovrebbe essere eletto a giugno. In particolare il Comune di Taormina vuole capire che tipologia di bando intende indire la Città Metropolitana e se potrà partecipare o no alla gara. Resta infatti da sciogliere il nodo della partecipazione aperta ad enti privati o pubblici e se si tratterà di enti onlus o no. I residenti di Mazzaro’ attendono novità e intanto il presidente del comitato cittadino La Voce del Mare, Giovanni Aucello, ha già chiesto alla Città Metropolitana di indire una gara soltanto per fondazioni onlus e quindi senza finalità di lucro. Una richiesta non casuale perché a quel punto potrebbe anche rimettere in gioco la Fondazione Fiumara d’Arte di Presti. In ogni caso, come ha già evidenziato anche l’ex commissario straordinario Francesco Calanna, la Città Metropolitana non potrà non procedere tramite procedura pubblica e non potrà esserci più un comodato d’uso.

Resta, come detto, ancora un mistero se la futura aggiudicazione sarà una questione tra realtà pubbliche o private. Secondo gli uffici di Palazzo dei Leoni non si potrà prescindere dalla destinazione originaria del bene perché vi è un vincolo anche nel trasferimento che a suo tempo la Regione ha fatto alla ex Provincia e cioè turistico-ricettiva. Bisognerà stabilire se lasciare il sito aperto ai residenti e ai turisti con una destinazione a carattere culturale, come vorrebbero i residenti e come auspica anche il Comune, o se invece tornerà d’attualità la vecchia prospettiva della realizzazione di una struttura alberghiera come nel project financing che la ex Provincia aveva indetto e che poi venne bocciato in extremis dall’Urega. Da qui e’ scaturito il ricorso de La Pineta Sport Management, la società che avrebbe voluto realizzare il complesso alberghiero e che si era rivolta dapprima al Tar con esito negativo e poi ha avuto la meglio nella successiva istanza al Cga.

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