l'ex consigliere comunale Eugenio Raneri
l'ex consigliere comunale Eugenio Raneri

“Chi vuol capire capisca. Ho dimostrato di aver dato spesso la borraccia a Coppi ma non sono disponibile a svolgere ancora il ruolo di Bartali, la mia età non me lo consente”. Il monito arriva dal consigliere comunale ed ex presidente del Consiglio di Taormina, Eugenio Raneri, che in una lunga nota lancia alcuni segnali in vista delle elezioni amministrative di giugno e analizza l’attuale situazione amministrativa.

“Mentre si aspetta “Aceto”, le candidature a Sindaco impazzano, sorgono e si dileguano cabine di regia, si cerca di riempire “cannoli vuoti” e la mistificazione regna sovrana al fine di trarre vantaggi dalla credulità altrui – afferma Raneri – ritengo invece opportuno fare un tour sulle reali condizioni economiche e sociali della Città. Sui social si scambiano opinioni per l’assenza di programmi, su chi rappresenta il nuovo o il vecchio, su presentabili e presentabili, ma se non si conosce la realtà in cui versa il Comune di Taormina, alcuni rappresentanti politici farebbero bene, secondo il mio personale pensiero ad astenersi dagli sproloqui e smetterla di raggirare i veri problemi che attanagliano da anni Taormina.

“Un vecchio detto siciliano, molto conosciuto ed usato – continua Raneri – recita: “Senza sordi non si canta missa e senza stola non si cunfessa”. Per cui la prima parte del “tour” lo propongo con un report sulla Riformulazione del Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale. Non ci si addentra nelle alchimie di legge che lascio, senza volermi tirare indietro, agli addetti ai lavori ma è bene che i taorminesi tutti (imprenditori, giovani, occupati, disoccupati, candidati a Sindaco o Consiglio, ecc.), comincino a rendesi edotti dei contenuti del Piano riformulato al fine di non scrivere e proporre programmi elettorali fantasia”.

“Volendo ricondurre il Piano di riequilibrio ad un esempio banale, lo possiamo paragonare ad una famiglia (Taormina) che ha un rilevante debito da corrispondere; se non vuole che i creditori aggrediscono il patrimonio, deve valutare se andare in banca per accendere un mutuo sostenibile o fallire. Chiarito il concetto e non tenendo conto di quanto si è già pagato, riconosciuto ecc., sino ad oggi; la comunità di Taormina ha un debito certificato nel Piano di €. 18.429.873,75. Il Consiglio Comunale al fine di non dichiarare il dissesto finanziario con tutte le conseguenze che ne derivano, con Del n. 8 del 22.2.2018 (pagg. 169) ha adottato la Riformulazione del Piano di Riequilibrio che dovrà seguire l’iter approvativo previsto dalla normativa vigente. L’ammontare del debito è di €. 18.429.873,75 circa 37 miliardi delle vecchie lire. Come si vuole estinguere il debito?
Per €. 11.787.3206,10 con un mutuo con la Cassa DD. PP. (per anni 29, 2019-2047, con una rata annua di €. 601.552,04, se accordata); per €. 1.454.914,69 con l’Avanzo corrente dell’esercizio finanziario 2018; per €. 5.187.652,96 con le risorse di Bilancio (dal 2019 al 2027; 9 anni) con una quota annua ricavabile dai prospetti delle pagine 72-73 del Piano).
Non è ancora finita, perché c’è da aggiungere una quota di circa €. 400/500 mila annui per mutui contratti in precedenza.
Dai dati del Bilancio 2017 si può desumere che:
Trasferimenti, Entrate tributarie, extra-tributarie, ammontano ad €. 37.000.000,
Le spese correnti e c/capitale ad €. 36.326.000;
di cui €. 4.500.000 spese per il Personale; €. 800.000 per imposte; €. 14.200.000 per Beni e servizi; €. 2.300.000 per trasferimenti correnti.
Qualche ulteriore riflessione è necessaria farla, per quanto possibile, sulla genesi dei debiti.
Dal macro aggregato del debito riportato nel Piano, pari a €. 18.429.873,75, possiamo disaggregarlo come segue:
Sentenze esecutive 2016 e precedenti €. 13.824.285,58
Sentenze esecutive 2018 €. 2.722.226,26
Parcelle legali € 847.742,98
Area Tecnica €. 458.233,71
Area Economico Finanziaria €. 577.385,22
Non pervenuti debiti da: Area alla Persona e Viabilità”.

“Mentre per le sentenze e parcelle legali, mancando le date in cui si è generato il debito, non è possibile fare ulteriori disaggregazioni – prosegue Raneri – per i Debiti dell’Area Tecnica: €. 21.052,71 possono essere attribuiti all’Amministrazione D’Agostino; €. 215.357,21 sono attribuibili all’Amministrazione Passalacqua ed €. 111.362,82 all’Amministrazione Giardina; non attribuibili, sempre per mancanza di date, €. 110.460,00; mentre €. 577.385,22 riguardanti l’Area Economico Finanziaria sono da attribuire all’Amministrazione Giardina. Ci si esime fare ulteriori commenti perché gli Amministratori della città dovrebbero spiegare per esempio come nell’allegato 5 Parcelle legali a professionisti per il complessivo importo di €. 847.742,98 figurano in assenza di impegno il prof. Giacobbe Giovanni per €. 50.287,35 ed il prof. Scuderi Andrea per €. 105.284,87, i due legali di punta che hanno vinto il ricorso in Cassazione contro Impregilo e continuano a difenderci dalle aggressioni che il raggruppamento continua a proporre in diverse sedi giudiziarie”.

“È finita madama la marchesa? Certamente no. Nel Piano non sono contemplati il debito con ASM; il Comune ritiene di vantare un credito al 31.12.2015 di €. 2.632.878,36, mentre ASM per servizi resi al Comune relativi agli anni 2015-2017 ne certifica €. 3.955.532,65; quelli riguardanti i Servizi alla Persona e Viabilità (come: Scuola Bus, Telecamere, Barre e giocattolini vari) non se ne riscontra traccia; Impregilo, qui ci sono 40 milioni di euro che danzano tra le pretese del raggruppamento ed il collaudo finale, chi perde paga e se continuiamo a difenderci con i recenti risultati soccombente sarà il Comune. Riassumendo su quanto esposto, chiunque l’elettorato delegherà all’amministrazione della città dovrà confrontarsi prioritariamente con: i debiti fuori bilancio e le passività potenziali da un lato, mentre dall’altro su: fabbisogno e risorse per il risanamento. Le risultanze istruttorie dovranno deporre nel senso di una effettiva sostenibilità della procedura di riequilibrio – che deve andarsi ad inscriversi nell’ambito di una gestione finanziaria per la quale non risultano alla Sezione profili critici di particolare rilievo – talché le misure che sono state prospettate dovranno considerarsi congrue ai fini del risanamento”.

“La politica è passione, confronto, scontro – aggiunge nella sua nota Raneri – e non ha né prescrizione mediche né bisogno di mercenari; dovrebbe perseguire l’interesse generale; sono invece tornati in voga termini desueti ed inflazionati come: Jurassic Park, dinosauri, etc, riconducibili alle Amministrative 1993, quando gli elettori taorminesi hanno consegnato l’Amministrazione della città ai rappresentanti di Carta 93 con le conseguenze e tutto quello che ha rappresentato per Taormina e la società taorminese che a tutt’oggi ne paga lo scotto. Prima di parlare di lista e programma, per quanta mi riguarda ci vogliono le regole che devono sancire come e con chi si può stare insieme per amministrare; successivamente e con le competenze necessarie si può discutere di programmi realistici, attuabili e sostenibili, indicando nel contempo strumenti e coperture e non slogan elettorali. Per me la politica è stata, è e sarà sempre una cosa seria la quale necessita soprattutto di conoscenze che rappresentano il sapere e costituiscono nel contempo il patrimonio di una cultura politica che stia al passo con i tempi e le sfide che ci attendono. Senza un insieme di informazioni, nozioni, dati, principi, regole di comportamento, concetti codificati perché ritenuti degni di essere trasmessi alla società taorminese con un programma elettorale sostenibile e realizzabile con una strategia politica responsabile non può discostarsi dalle risorse finanziarie”.

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