Fabrizio Frizzi, il popolare volto televisivo della Rai, è morto nella notte tra il 25 e il 26 marzo all’ospedale Sant’Andrea di Roma in seguito ad una emorragia celebrale. A dare l’annuncio della tragica notizia è stata la moglie Carlotta in una nota firmata dai familiari. Con la morte di Frizzi se ne va uno degli ultimi galantuomini e signori d’altri tempi della tv italiana, sempre rispettoso del pubblico ed esempio autentico di rare qualità umane ancor prima che professionali. “Sto combattendo una battaglia dura, ma ho la forza del leone e di certo non mi arrenderò”, aveva detto Fabrizio Frizzi dopo la grande paura per il malore che l’ha colpito il 23 ottobre. Si stava riprendendo, aveva ricominciato a vivere, grazie all’amore della sua famiglia, l’affetto degli amici e al suo lavoro. Ed era tornato a fare televisione lo scorso dicembre.

E’ stato uno dei volti più amati dal pubblico e aveva esordito a 20 anni in Rai con la tv dei ragazzi nella trasmissione con “Il barattolo” nel 1980. Da “Scommettiamo che” a “Europa Europa”, dal preserale “Luna park” alla maratona benefica “Telethon”, è diventato uno dei volti piu’ popolari e amati di RaiUno. Grande appassionato di musica, fratello di Fabio il musicista autore di grandi colonne sonore, ha conquistato anche il pubblico giovane mettendosi in gioco come concorrente di “Tale e quale show” condotto da Carlo Conti, di cui era grande amico, con cui ha fatto la staffetta per “L’eredità”.

Le sue prime apparizioni in tv di Fabrizio Frizzi risalgono al 1982, quando prese parte alla trasmissione pomeridiana per ragazzi “Tandem” in onda su Rai 2 e condotta da Enza Sampò. Ne fece parte fino al 1987. Con Marco Dané, ideatore della trasmissione, presentava il quiz “Paroliamo” per le scolaresche. Negli anni si ritagliò uno spazio sempre più ampio, sempre accompagnato dalla stima del pubblico. Frizzi è stato anche doppiatore dei film d’animazione: la sua voce è indissolubilmente legata al cowboy di Toy Story. Il suo stile di conduzione era un esempio amato e apprezzato dagli italiani.

L’11 luglio 2006 era stato sul palco del Teatro Antico a Taormina, dove aveva presentato un concerto della Banda Nazionale della Polizia di Stato, nell’ambito del cartellone estivo degli eventi di Taormina Arte. Sarebbe tornato poi anche in seguito in vacanza a Taormina, definendola “una città meravigliosa”.

Lo scorso 5 febbraio aveva compiuto 60 anni. Parlando della malattia aveva detto: “Non è ancora finita. Se guarirò, racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”. Purtroppo non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia, ma il ricordo di questo grande professionista non tramonterà mai nel cuore e nei pensieri degli italiani.

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