Taormina, Palazzo Ciampoli
Taormina, Palazzo Ciampoli

Palazzo Ciampoli verso il ritorno alla Regione, che potrebbe concretizzare i relativi atti propedeutici già dopo Pasqua. L’edificio storico, ristrutturato qualche anno fa e poi lo scorso autunno affidato in gestione al Comune di Taormina, si appresta infatti a tornare nelle mani dell’assessorato regionale ai Beni Culturali. La casa municipale non è riuscita a gestire il bene, non disponendo neppure del personale che occorre per tenere aperto il sito. Ma alla base della volontà che sta maturando a Palermo ci sarebbe, a quanto pare, soprattutto quella di andare incontro ad un nuovo contenzioso sulla titolarità del bene. Palazzo Ciampoli era stato espropriato dalla Regione negli Anni Novanta per quasi 8 miliardi di vecchie lire dopo un lungo braccio di ferro con la proprietà, cioè con gli eredi della famiglia Ciampoli, ed in quel caso era stato posto un vincolo di destinazione dell’edificio come Museo etno-antropologico. Una destinazione questa che non viene contemplata nello scenario attuale che ha visto il Comune assumere la gestione di Palazzo Ciampoli. Ecco perchè il rischio è che l’inottemperanza a quel vincolo riaccenda le vecchie dispute e così Palazzo Ciampoli si avvia a ritornare nella piena disponibilità della Regione, anche per scongiurare il rischio di nuovi contenziosi.

L’accordo sottoscritto il 13 ottobre scorso tra il Comune ed il precedente Governo regionale (assessorato ai Beni Culturali) intendeva consentire un’apertura continuativa del palazzo, che però il Comune non è riuscito ad assicurare. L’intesa di cooperazione aveva prospettato, inoltre, l’Istituzione del biglietto di ingresso e per le manifestazioni ed eventi presso il sito culturale ma il patto di “cooperazione per la fruzione e valorizzazione di Palazzo Ciampoli” si è scontrato con la difficoltà oggettiva del Comune di Taormina, che è in fase di riequilibrio finanziario e non dispone delle risorse economiche e, come detto, neppure del personale necessario, in grado di consentire la fruzione continuativa del sito. Il Comune aveva anche pensato recentemente di inserire, per altro, Palazzo Ciampoli nella procedura stragiudiziale contro la Regione per il mancato versamento dei proventi del Teatro Antico dal giugno 2014 ad oggi. Qui la somma complessiva che la Regione dovrebbe versare al Comune di Taormina ammonta a 5 milioni 770 mila euro e per questo la casa municipale taorminese vorrebbe attuare un’azione di forza verso l’assessorato ai Beni Culturali, che però a sua volta valuta le inadempienze del Comune sul protocollo d’intesa dello scorso anno.

Il Comune si era assunto non solo le responsabilità di “procedere all’apertura e chiusura di Palazzo Ciampoli per tutta la durata degli eventi che verranno effettuati” ma anche di curare “la pulizia del palazzo, garantire idoneo servizio di guardianeria” e di assicurare “manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di illuminazione, antifurto e antincendi”. Compiti che non si sono concretizzati perchè Palazzo Ciampoli è rimasto aperto solo nel periodo delle festività natalizie per la mostra “Natum Videte”. In sostanza Palazzo Ciampoli si avvia a tornare nella piena disponibilità della Regione, che comunque potrà metterlo a disposizione del Comune per le eventuali richieste di utilizzo per singoli eventi sul territorio.

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