Palazzo dei Giurati
Palazzo dei Giurati, sede del Comune di Taormina

Si fa sempre più complessa la situazione dello scacchiere politico a Taormina in vista delle elezioni comunali di giugno. Il sindaco Eligio Giardina ha annunciato il “rompete le righe” della coalizione che vinse le elezioni del 2013 e, dopo il mancato accordo sul candidato, adesso l’ormai ex maggioranza rischia di frammentarsi in più liste in vista delle urne. Giardina non esclude di correre da solo, mentre restano in piedi altre eventuali nomination come quelle di Antonio D’Aveni e Salvo Cilona. L’ex vicesindaco Mario D’Agostino, che per sua stessa comunicazione, ha dichiarato “conclusa” l’esperienza politica avviata cinque anni fa, e nei confronti del quale Giardina non ha nascosto a sua volta il proprio disappunto, guarda ad un altro progetto politico. Con il fronte diviso dell’ex coalizione di governo potrebbero trovarsi a dialogare alcuni esponenti dell’opposizione vicini all’area di centrodestra, tra cui i consiglieri Pinuccio Composto e Nunzio Corvaia.

Bolognari incontra la città. E’ in piena evoluzione e, dunque, in attesa di sviluppi definitivi anche la situazione tra le fila delle opposizioni, dove si lavora ad una intesa, un ticket cioè per una candidatura unitaria, in un contesto che comprende le possibili candidature degli ex sindaci Mauro Passalacqua e Mario Bolognari. Importanti novità potrebbero arrivare nella serata di mercoledì 28 marzo, quando il prof. Bolognari terrà un incontro pubblico con la città, al Centro Parrocchiale di Via Luigi Pirandello, per esporre “idee e progetti” de “La Taormina che verrà”.

Il gruppo dei giovani. Intanto, mentre i due candidati già certi, Andrea Raneri e Eddy Tronchet, attendono di conoscere i loro sfidanti, la novità di ieri è che si è registrata una presa di posizione dei giovani taorminesi che hanno dato vita ad un gruppo “accomunato da posizioni apertamente critiche nei confronti dell’attuale Amministrazione”, formato da “imprenditori, professionisti e figure note della società civile taorminese, per rappresentare un elemento di discontinuità, rispetto ai vecchi modi di fare politica e farsi portavoce delle istanze della gente”. A formalizzare il gruppo sono stati Giuseppe Sterrantino (presidente del Comidi), Giuseppe Mollica, Maurizio Priolo, Stefano Loria, Andrea Carpita (ex assessore), Massimo Mobilia, Jonathan Sferra (ex candidato sindaco), Carlo Felicini e Giorgio Siligato. “L’Amministrazione uscente – spiegano i giovani taorminesi – lascerà un Comune finanziariamente deficitario. L’assoluta mancanza di programmazione, la costante “improvvisazione al potere” e un’oggettiva incapacità amministrativa nell’affrontare i problemi, sono solo alcuni dei tratti che maggiormente hanno caratterizzato il modo di fare politica a Taormina, e che pare si stiano riproponendo esattamente con le stesse facce e gli stessi metodi fallimentari”. Il nuovo gruppo si propone “come totale alternativa” e si dichiara “aperto al dialogo con tutte le altre forze che condividano lo stesso metodo, senza escludere poter esprimere una propria candidatura a sindaco”.

© Riproduzione Riservata

Commenti