Si chiama #TempodiGiocare ed è la campagna di sensibilizzazione nata dalla ricerca di Pepita Onlus e ideata da Fanpage per ricordare ai grandi la bellezza del gioco con i loro piccoli. Anche BlogTaormina aderisce a questa campagna e la ritiene importante per evidenziare che l’essenza di una famiglia felice sta nel dedicare più tempo al gioco tra genitori e figli. I bambini hanno bisogno di giocare e i grandi di ritrovare la gioia di una sfida, il sorriso di un tempo condiviso trascorso seduti sul tappeto di casa o sul divano per stare insieme, dimenticando le fatiche di ogni giorno.

“Il gioco”, spiega Ivano Zoppi, Presidente di Pepita Onlus, “è uno strumento importante per costruire dialogo, fiducia, trasmettere rispetto delle regole e delle persone, per avere una relazione educativa importante con i propri figli”.

A qualcuno forse sembrerà un argomento banale ma è l’esatto opposto. I dati fanno riflettere. Su un campione di 507 bambini tra i 5 e gli 11 anni, il 46% ha risposto di giocare durante la settimana (dal lunedì al venerdì) da 1 a 2 ore, contro un 32% che gioca meno di 1 ora. Il dato cresce sensibilmente nel fine settimana quando i minori giocano per il 41% oltre 3 ore e per il 32% da 2 a 3.

Per il 76% concordano sul fatto che vorrebbero avere a disposizione più tempo per giocare, ma è impedito da impegni extrascolastici e perché preferiscono fare altro per il 22%, solo il 16% a causa dei compiti e per il 15% per i tempi dettati dagli adulti. Questo dato conferma la necessità da parte del mondo adulto di riappropriarsi della responsabilità genitoriale ed educativa anche nel gioco, come per stabilire adeguate regole nell’uso di smartphone e web in generale.

Il 94% dei bambini è consapevole del fatto che, quando gioca, impara. Tra i giochi preferiti: il telefonino per il 15%, i giochi in scatola per il 13%, i videogiochi per l’11%. Solo il 2% sceglie di disegnare o fare giochi di finzione (fai finta di essere…).

Il 78% vuole giocare in compagnia, ma in realtà: il 22% gioca da solo, l’11% con i fratelli e sorelle, l’8% con papà e zii, il 7% con mamma e nonni.

E gli adulti? Su 643 papà e mamme i mezzi tecnologi sembrano influire poco sul tempo condiviso e il 43% si considera soddisfatto della quantità, mentre solo il 9% non lo è affatto. Solo il 25% dice di trascorrere con i propri figli più tempo di quanto ne trascorressero i propri genitori con loro. Rispetto alla qualità, il 31% si ritiene soddisfatto e nel 37% dei casi è lo stesso di quello dedicato loro dai loro genitori.

Il 24% degli intervistati conferma di giocare con i propri figli per divertirsi e nel 67% dei casi è consapevole del valore relazionale del gioco, come il 69% lo è del suo valore educativo.

Dal punto di vista degli adulti, i bambini li convincono a giocare: perché non vuole farlo da solo nel 36% dei casi, piange nel 19% degli intervistati, perché non riesce da solo per il 18%
perché vuole condividere un’attività insieme nel 15% dei casi.

In sintesi: bambini e adulti hanno consapevolezza del gioco e del suo valore positivo. I giochi in scatola sono una delle principali occasioni di gioco insieme, ma il tempo dedicato, benché ritenuto sufficiente dagli adulti, sembra nei fatti non esserlo per i bambini, che tendono a giocare soprattutto con i fratelli e i coetanei, più raramente con gli adulti.

Le mamme riescono a dedicare al gioco con i figli ancora minor tempo rispetto ai padri, probabilmente perché maggiormente prese dal tempo dedicato alla cura dei propri figli, all’accompagnamento alle attività extraiche e ai compiti.

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