Italo Mennella e Giovanni Ficarra

Gli albergatori di Taormina si preparano all’avvio della stagione turistica e al contempo iniziano a guardare con attenzione anche alle elezioni amministrative, e dunque alla predisposizione dei punti programmatici salienti per la città da sottoporre ai candidati a sindaco in vista della prossima legislatura.

“Adesso siamo concentrati sull’imminente riapertura delle strutture e sull’inizio della stagione – spiega il presidente di Federalberghi di Taormina, Italo Mennella – ma dopo Pasqua riuniremo i nostri associati di Federalberghi lusso ed anche Federalberghi extra, per concordare una serie di punti che costituiranno le legittime richieste degli albergatori ai candidati. Tra questi punti ci sarà certamente la richiesta di una rimodulazione dell’utilizzo dell’imposta di soggiorno e quindi la modifica dell’attuale regolamento comunale”. Da tempo gli albergatori chiedono un utilizzo maggiormente dedito al turismo della tassa (il cui gettito 2017 per il Comune è stato di 2 milioni 700 mila euro) che d’altronde è stata istituita dal Comune e posta in vigore dal 1 gennaio 2013 proprio per sostenere il turismo e la promozione ma che, spesso è finita invece nel calderone generale del bilancio. Si punta, quindi, a fare dell’imposta di soggiorno una vera tassa di scopo, con un utilizzo mirato. “Auspichiamo che si tenga conto di quanto a suo tempo scritto dalla Corte dei Conti al Comune, a seguito della denuncia fatta a suo tempo da noi Albergatori”, aggiunge Mennella. “Sorrento incassa 2 milioni 930 mila euro dalla tassa di soggiorno – afferma Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi Extra – Taormina – e di questa somma destina 2 milioni 300 mila per la promozione e l’organizzazione di eventi e per l’arredo urbano. Questo è il modello da seguire anche a Taormina, i proventi della tassa di soggiorno non devono essere destinati al bilancio comunale”.

Ficarra anticipa, poi, un altro punto ritenuto fondamentale dagli operatori economici della città: “Il Palacongressi adesso è finalmente a norma ed agibile, quindi occorre prevedere una gestione manageriale con un appalto pubblico e un bando pubblico che consenta la partecipazione soltanto di soggetti e società qualificate”. Ficarra, infine, richiama un ulteriore punto: “Bisogna recuperare gli incassi provenienti dal Teatro Antico. Non è ammissibile che dal secondo semestre del 2014 il Comune, e dunque la città, non abbia più ricevuto un euro dalla Regione per i proventi del biglietto di ingresso al Teatro Antico. Apprendiamo che la somma reclamata nei confronti della Regione ammonterebbe a circa 5 milioni, ed è una vicenda che lascia senza parole. Quelle somme servono al bilancio comunale, appartengono alla città di Taormina e vanno destinati alle iniziative per il territorio, pertanto la politica deve attivarsi per risolvere il problema”.

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