Il Capalc di Taormina
Il Capalc di Taormina

Torna in primo piano l’incerto destino del Capalc di Taormina. La Giunta ha approvato il piano di alienazione e valorizzazione dei beni di cui è titolare il Comune. E’ stata effettuata una ricognizione dei beni suscettibili sia a possibili future vendite, nell’ottica di esigenze o scelte economiche da parte dell’ente locale, sia di altri edifici ed aree per i quali si punta invece ad una valorizzazione che consenta alla casa municipale di poter avere un ritorno per il forziere di Palazzo dei Giurati (canoni di locazione).

Nell’elenco degli “Immobili disponibili da alienare”, stando alla delibera esitata su iter del proponente assessore al Patrimonio, Andrea Raneri, c’è soprattutto il Capalc. L’incompiuta scuola convitto albergo di contrada S.Antonio è stata valutata, se dovesse essere venduta dal Comune e sottoposta a nuova destinazione urbanistica, 22 milioni 735 mila euro. Nel dettaglio, il valore di mercato dell’edificio, secondo apposito certificato di collaudo, è di 8 milioni 728 mila euro mentre il valore dell’area è di Un milione 720 mila euro, per un totale di 10 milioni 448 mila euro.

Il Capalc, come si sa, è un “mostro dormiente”, definizione eloquente che descrive l’enorme edificio realizzato negli Anni Ottanta e che sarebbe dovuto diventare sede di una moderna scuola per le professionalità del turismo. La storia racconta invece di un immobile rimasto praticamente inutilizzato e che ora si trova in condizione di degrado ed abbandono assoluto, necessitante di ingenti somme per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione di cui il Comune non dispone. Si è discusso, e polemizzato, a più riprese in Comune e in città sull’opportunità di vendere l’edificio e poi è sempre prevalsa la volontà di non disfarsene, alla luce del valore comunque rilevante della struttura. La valutazione fatta dal Comune in questo aggiornamento del piano di alienazione dei beni riaprirà certamente il fermento sul tema.

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