il discusso mosaico celebrativo del 60° Taormina Film Fest

Sono passati quattro anni esatti da quando è stato posizionato sul prospetto laterale del Palazzo dei Congressi un mosaico auto-celebrativo del Taormina Film Fest, un’opera di cui si è già detto tutto e di più, che non rappresenta la vera storia della città di Taormina e che sino a questo momento il sindaco non si è ancora deciso a far rimuovere una volta e per sempre.

Proprio il sindaco Eligio Giardina qualche giorno fa ha dichiarato sul Festival del Cinema che “il tempo è ormai scaduto”. Lapalissiano concetto che di riflesso vale – aggiungiamo noi – non soltanto per l’organizzazione della prossima edizione della rassegna cinematografica ma anche per l’inguardabile mosaico che va rimosso, in fretta, senza se e senza ma.

A questo punto, sulla questione non si può più fare i finti tonti e nemmeno “i finti tonni”, per dirla con ironico gergo cinematografico. Non è ammissibile che il Comune di Taormina continui a ignorare l’inadeguatezza totale di un mosaico non a caso definito dalla gente “una lapide” del festival e mai gradito ai taorminesi perché soprattutto in una parte celebra storie che non hanno fatto in nessun modo la storia di Taormina.

La proposta che lanciamo e sulla quale ci si augura che il Comune di Taormina abbia un sussulto di lungimiranza, tra le poche e confuse idee dell’ultimo ventennio, è quella di togliere il mosaico-lapide del Taormina Film Fest, per rendere merito invece con tutt’altra targa o mosaico a chi dei meriti in questo territorio li ha realmente avuti e dimostrati. Stiamo parlando dello straordinario impegno profuso, invece, in favore della città di Taormina dall’Aeronautica Militare, che ha fatto in un anno quello che la politica locale non ha saputo fare in 30 anni: ristrutturare il Palazzo dei Congressi e metterlo a norma.

La meritoria opera dell’Aeronautica non necessita di troppe motivazioni, si è concretizzata nel silenzio dei fatti e dell’ammirevole cultura del lavoro quotidiano di questi mesi. L’Aeronautica ha tutti i titoli, evidentemente, per essere celebrata in quello spazio che al momento è stato riservato a chi non ha titoli per ritenersi parte integrante della storia di Taormina. Adesso vedremo se il Comune – come da consuetudine – si volterà dall’altra parte e proverà a far finta di niente o se farà qualcosa di buono per ringraziare, come appare giusto e doveroso che sia sia, i militari per quanto hanno fatto prima e dopo il G7 nelle due tranche di interventi. Volere è potere, si dice in questi casi: e d’altronde che le cose si possano fare subito lo ha dimostrato l’eccezionale solerzia con cui il Comune, ed in primis il sindaco, si è mosso per la ricollocazione della statua Molior.

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