una rappresentazione al Teatro Antico di Taormina

Cinque milioni 770 mila 632,81 euro, è l’esorbitante cifra ufficialmente chiesta dal Comune di Taormina alla Regione Siciliana per il mancato versamento dei proventi del Teatro Antico all’ente locale. In una nota inviata nelle scorse ore a Palermo dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Andrea Raneri, si quantifica così l’esorbitante ammontare degli incassi che Taormina non ha più visto entrare nel proprio forziere dal giugno 2014 ad oggi. Si tratta nello specifico di 706 mila 117,20 euro per il secondo semestre 2014, Un milione 401 mila 368,70 euro per l’anno 2015 (di cui Un milione 372 mila 511,40 per il Teatro Antico, 25 mila 857,30 euro per Isola Bella e Vlla Caronia), Un milione 745 mila 345,31 euro per il 2016 (Un milione 702 mila 731,21 euro per il Teatro Antico, 42 mila 614,10 euro per Isola Bella e Villa Caronia) e Un milione 917 mila 801,60 euro per il 2017 (di cui Un milione 858 mila mila 956 euro per il Teatro Antico e 58 mila 845,60 euro per Isola Bella e Villa Caronia).

“Purtroppo dal mese d luglio del 2014 – spiega Raneri nella nota indirizzata alla direzione generale dell’assessorato ai Beni Culturali e all’assessore Vittorio Sgarbi – a seguito delle disposizioni Dipartimentali dell’assessorato, i vertici del Parco Archeologico si sono trovati a dover versare gli introiti del 30% direttamente alla Cassa regionale. Ciò ha determinato una serie di ritardi ed incertezze, in quanto la Regione avrebbe dovuto provvedere per legge a versare trimestralmente l’importo dovuto al Comune, ma così non è stato. Chiediamo quindi il trasferimento dovuto per legge al Comune”. “Appare superfluo evidenziare – aggiunge Raneri – ad esempio la spese affrontate in primis per la pulizia dei bagni ei visitatori e per la raccolta rifiuti dei visitatori, che annualmente già alla data del 31 ottobre 2015 ammontavano a 655 mila euro e riguardano servizi prioritari per il funzionamento del Teatro Antico e di Isola Bella”.

Il documento richiama la programmazione a suo tempo fatta dal Comune di interventi riguardanti manutenzioni al verde, decespugliamenti, potature, pulizia e spazzamento della raccolta rifiuti delle vie adiacenti del Teatro Antico. Sarebbe inoltre dovuto avvenire con questi fondi l’apertura del Museo archeologico di Badia Vecchia ed anche il completamento delle opere per la fruizione al pubblico degli scavi sotto il parcheggio di Porta Pasquale (in collaborazione con la Soprintendenza di Messina). L’assenza delle importanti ed ingenti somme del 30% dei proventi del biglietto di ingresso al Teatro Antico, ha privato il Comune delle risorse che avrebbero, insomma, consentito una serie di intervento nell’ambito del patrimonio culturale cittadino che sono rimasti per lo più inattuati. Adesso si attenderà la risposta dell’assessorato ai Beni Culturali, in un confronto che potrebbe anche farsi spigoloso e che potrebbe anche portare ad un braccio di ferro nelle aule di tribunale. Già in precedenza il Comune aveva ipotizzato un atto stragiudiziale per procedere al recupero delle somme vantate ed è una prospettiva che potrebbe tornare d’attualità e stavolta concretizzarsi se gli uffici di Palermo dovessero negare al Comune l’atteso versamento dei proventi.

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