i leader nazionali Berlusconi, Salvini, Di Maio e Renzi

Il Movimento Cinque Stelle partito più votato a Taormina, la Lega che cresce, il centrodestra che si difende ma non sfonda, il Pd e la sinistra che crollano. I risultati delle Nazionali nelle sezioni di Taormina lanciano segnali da non sottovalutare anche in vista delle elezioni comunali di giugno. Si sa che le Amministrative rappresentano da sempre un capitolo a parte ma è altrettanto innegabile e tangibile che la gente sia sia stufata dei soliti giochetti di palazzo e della politica poltronista che trasversalmente spinge i giovani ad andare via, che se ne frega del territorio e che si limita al “compitino” nell’arco della legislatura senza risolvere i reali problemi della città e delle famiglie.

Il Pd si è liquefatto attorno alla fulminea parabola discendente di Matteo Renzi, che in 3 anni è passato dal 40% delle Europee al 18% di adesso, autodistruggendosi nelle sue politiche egocentriche che hanno spaccato il suo stesso partito ed hanno irretito la metà degli elettori che a suo tempo lo avevano scelto per rottamare la vecchia politica. Il centrodestra vince la sfida, ma non sfonda e non conquista il 40% e soprattutto decreta il de profundis di Silvio Berlusconi che non va oltre il 14% e viene superato da Salvini. I vincitori sono Di Maio e Salvini, il resto dello scacchiere politico è stato sconfitto senza se e senza ma.

Il voto delle Comunali rifletterà l’esito delle Nazionali? Si chiedono tutti, o perlomeno in tanti, questo. Difficile rispondere, il segreto è nell’urna e nel voto delle Amministrative la scelta si indirizza quasi sempre sulla persona più che su altre logiche ma qualcosa si muove, è evidente e chi non si accorge del vento populista che avanza vive probabilmente su altri pianeti. Il M5S avanza a gonfie vele e domina come un rullo compressore nelle Regioni del Sud, la Lega cresce e si è presa le leadership del centrodestra. Li definiscono populisti, ma bisogna capire cosa si intende esattamente per populisti se l’alternativa è quella dei poltronisti che per decenni hanno governato senza cambiare in positivo la storia italiana e producendo anzi un debito record. I populisti sono quelli che evidentemente stanno poco simpatici all’Europa – in primis alla Germania – che vorrebbe ancora condizionare (e sodomizzare) le logiche politiche ed economiche italiane, a suon di manovre correttive e con l’ossessiva persistenza di un regime fiscale oppressivo verso i ceti deboli. Ma questi sono linguaggi di alto palazzo e verso quale scenario andrà l’Italia lo si vedrà in via definitiva nei prossimi giorni quando il Capo dello Stato deciderà a chi affidare le chiavi del governo.

Intanto Taormina si avvicina alle urne e a 100 giorni circa dal voto, che dovrebbe tenersi ad inizio giugno (ma non ci sono ancora certezze) i candidati a sindaco si moltiplicano, ma non si vedono idee e progetti. Gli elettori assistono ad una scialba campagna elettorale dove la trama appare poco appassionante e la svolta sembra una chimera. E allora attenzione ai riflessi delle Elezioni Nazionali, perché il vento impetuoso dell’ondata pentastellata e l’avanzata del carroccio, di pari passo all’uragano che ha travolto tanti “trombati eccellenti” soffia forte sul Sud. E non a caso la cartina geografica di oggi sembra quella del Regno delle Due Sicilie. Attenzione e guai a sottovalutare il momento politico e le dinamiche del ribaltone in atto.

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