Da Taormina agli Usa passando per il Golfo Persico. “Le nuove commesse? Tutto sta entrando e il futuro andrà meglio”. Parole e pensieri di Pietro Salini, plenipotenziario amministratore delegato di Salini-Impregilo, il colosso italiano delle costruzioni che dopo aver incassato la sentenza favorevole della Corte d’Appello di Messina ha riportato dalla propria parte l’ago della bilancia nel contenzioso sul lodo parcheggi con la Città di Taormina.

La questione siciliana sembra un microcosmo, un puntino nell’oceano degli affari e delle commesse miliardarie che sta incassando Salini-Impregilo, il gruppo, specializzato nella costruzione di grandi opere, capace oggi di generare il 30% del fatturato negli Stati Uniti e il 7% in Italia, e che adesso punta a diventare in assoluto il general crontractor numero uno nel mercato Usa. “Siamo già il numero uno come produttore di asfalto e come produttore di strade – ha detto Salini – ma ci piacerebbe essere il contractor leader per dare a questo Paese le infrastrutture che merita e che gli servono per crescere».

Siamo nati costruttori in Italia e oggi siamo un gruppo internazionale, presente in oltre 50 Paesi. Negli Usa vogliamo crescere con la stessa dedizione nell’elaborare progetti e tenacia nell’eseguirli, anche in condizioni ambientali difficili. Puntiamo su Lane, società attiva in 28 stati Usa e leader nella costruzione di strade e autostrade”. Noi ci ispiriamo al maestro Toscanini, che era non solo italiano, ma anche americano. E anche noi siamo non solo italiani ma anche americani, visto che facciamo lì il 30% del nostro fatturato – conclude Salini -. E’ la storia di un mondo italiano che si muove e si dà da fare in giro per pianeta, cercando di fare bene il proprio lavoro”.

Negli Stati Uniti Lane Construction, controllata del gruppo Salini Impregilo, si è aggiudicata di recente due contratti nel settore strade in Virginia, del valore complessivo di 190 milioni di dollari. Il primo contratto, del valore di 105 milioni di dollari, prevede la realizzazione di uno svincolo a Virginia Beach, parte di una fase secondaria del progetto I-64/I-264 Interchange Improvements. I lavori cominceranno nella primavera del 2018, per essere completati entro l’autunno del 2021.

Il secondo contratto, del valore di 85,6 milioni di dollari, prevede la realizzazione di una strada di transito lungo una parte a est della I-66 nell’area di Ballston. La costruzione inizierà verso metà del 2018 e impiegherà circa 30 mesi per essere completata. Le due aggiudicazioni in Virginia si aggiungono ad un valore di nuovi ordini superiore a 2 miliardi di dollari aggiudicati al gruppo negli Stati Uniti solo nel 2017.

Crescere negli Stati Uniti come pure nel Golfo Persico. Salini Impregilo ha calato ben più di un asso in questi mesi, accelerando da una parte nel consolidamento nel mercato a stelle e strisce, dall’altra entrando per la prima volta in uno dei teatri più strategici per le infrastrutture e le costruzioni, in Oman, il Paese arabo adiacente agli Emirati Arabi. E così il general contractor guidato da Pietro Salini ha messo insieme quasi mezzo miliardo di dollari in nuove commesse finite direttamente nel forziere della società. A fronte di una tale mole di commesse, i conti di Salini Impregilo parlano di ricavi per 3,06 miliardi di euro, in aumento del 12,1% rispetto ai 2,73 miliardi ottenuti in precedenza nella prima metà del 2016. Messo sotto controllo anche il debito, nell’ottobre 2017, grazie all’emissione di obbligazioni senior a tasso fisso con scadenza a 7 anni per un ammontare indicativo di 400 milioni di euro e l’accensione di due linee di finanziamento per 380 milioni. Al cospetto di numeri così impressionanti e di un potere economico ormai senza confini, Taormina riuscirà a ribaltare le sorti del lodo Impregilo?

 

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