Comune di Taormina
Dalla piscina comunale agli affitti. Come di recente nella causa che riguardava l’impianto natatorio, il Comune di Taormina torna ad opporre l’efficacia del piano di riequilibrio in essere per provare a stoppare gli effetti di un altro pignoramento. Stavolta la casa municipale si sta opponendo al decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Messina, che ha ingiunto al Comune di Taormina il pagamento della somma di 208.499,96 euro, oltre interessi legali dalla messa in mora fino al soddisfo, per fatture cedute dall’avvocato Paolo Turiano. Si tratta di un’azione intrapresa diverso tempo fa dall’avv. Turiano nella qualità di legale che aveva difesa l’ente locale in diversi procedimenti e che ha poi reclamato il pagamento delle relative parcelle. Si è registrata in questione vicenda una cessione di crediti e il Comune si è opposto con linea difensiva a cura degli avvocati ti Pietro De Luca e Domenico Cantavenera.
Adesso il sig. Michele Palmeri, subentrato nella vicenda del credito contestato al Comune, ha intimato il pagamento delle somme dovute. e nei giorni scorsi ha notificato al Comune di Taormina atto di pignoramento presso terzi citando i terzi pignorati, ovvero la tesoreria del Comune e le Poste Italiane,e l’ufficiale giudiziario ha pignorato le somme fino alla concorrenza di €. 209.476,48. E nello specifico sono stati notificati atti di pignoramento presso terzi nei confronti di cinque società private che hanno degli immobili comunali in locazione e che quindi versano canone di affitto al Comune di Taormina. Tra le società che, di riflesso, sono così finite in questa vicenda ci sono rinomate attività commerciali, tra cui un bar e un negozio di abbigliamento, che esercitano la propria attività come detto in degli immobili di cui è titolare il Comune. L’intento del privato è quello di ottenere la somma vantata pignorando gli affitti che vengono corrisposti al Comune dalle società che hanno dei beni in locazione da Palazzo dei Giurati.
Il Comune reclama, invece, come già avvenuto nella causa contro il Cvsm sulla piscina comunale, di aver deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario ex art.243 bis del d.lgs 267/00, che è ancora in itinere, ed il cui placet alla riformulazione del piano di riequilibrio è stato deliberato proprio la settimana scorsa dal Consiglio comunale. Pertanto, in virtù della predetta norma, secondo quanto sostiene il Comune “le procedure esecutive sono sospese fino alla conclusione dell’iter di approvazione o diniego del piano di riequilibrio finanziario”.

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