Sicilia, la grande miniera del turismo confinata al 9° posto in Italia

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“In Sicilia il turismo potrebbe essere l’industria numero uno. Siamo seduti su una miniera d’oro: abbiamo i beni culturali che il mondo ci invidia, solo in Sicilia c’è il numero di siti Unesco pari all’Egitto, abbiamo dei parchi classificati dalla riviste internazionali tra i più belli d’Europa, i nostri borghi hanno vinto tre su cinque edizioni del concorso ma hanno un ventesimo dei turisti degli altri borghi che hanno vinto in Italia. La Sicilia è considerata dalle classifiche europee come la Regione più ambita, ma se guardiano al numero di presenze turistiche crolliamo al nono posto in Italia”. A scattare la fotografia del settore in Sicilia è l’assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo, Sandro Pappalardo.

“Delle scelte fatte in passato non condividiamo nulla – aggiunge -, per questo abbiamo deciso di dare una svolta nelle politiche del settore. Lo scorso anno si è chiuso con oltre 14 milioni di turisti, un dato bassissimo se si pensa che Malta da sola ha registrato 13 milioni di visitatori. La Valle dei Templi ha registrato 800 mila presenze con un trend in aumento. Peccato però che quel sito è calibrato per un minino 2,5 milioni di presenze turistiche, un dato da cui siamo lontanissimi”. Per l’esponente del Governo Musumeci occorre innanzitutto cambiare la strategia. “Oggi in Sicilia ci sono tantissimi operatori turistici e ognuno ‘vende’ l’Isola in un modo diverso. Per questo abbiamo deciso di creare un brand unico per chi si occupa di turismo da vendere in giro per il mondo. Abbiamo inventato uno slogan, ‘Sicilia un paradiso in terra’, e tra un paio di settimane partirà un concorso riservato agli studenti delle Accademie di Belle Arti per ideare graficamente questo logo”.

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