Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

“Alle elezioni comunali certamente io ci sarò e ci sarà la mia ricandidatura a sindaco”. Lo annuncia il sindaco Eligio Giardina che sembra, dunque, così sciogliere la riserva sulla sua corsa alla rielezione alle Amministrative del prossimo giugno. Giardina parla della ricandidatura ma lancia anche altri messaggi agli alleati, sino anche a soffermarsi sulle Nazionali del 4 marzo e sull’indicazione a sorpresa di voto per Maria Elena Boschi.

Intanto l’annuncio sulle Nazionali: “Il sindaco di Taormina voterà Pd e, se mi è consentito oltre la par condicio, invito i taorminesi a votare Pd. Taormina ha un debito di riconoscenza soprattutto verso la sottosegretaria Boschi per il G7, per la grande ribalta internazionale che ha dato l’evento a Taormina”.

“In vista delle elezioni stiamo assistendo al proliferare di auto-candidature – afferma Giardina – ma lo scenario è ancora molto incerto. Io mi ricandiderò. Lascio eventualmente a fatti personali o familiari la possibilità di investire in extremis il mio impegno verso un altro candidato scelto da questa maggioranza ma che certamente non potrà essere scelto per autoproclamazione”. Poi Giardina svela un retroscena: “E’ vero, c’era un impegno preso a suo tempo da parte mia con Mario D’Agostino c’è e gli ho anche detto che ero pronto ad onorarlo ma lui non mi ha più dato risposta su una sua candidatura”. Secondo Giardina l’ex vicesindaco avrebbe ormai rinunciato alla prospettiva di candidatura a sindaco e non intenderebbe proporsi nella corsa per le Comunali di giugno. Giardina aggiunge: “Il candidato dovrà essere frutto di un ragionamento collettivo”.

“Tutti si affannano in questa fase ad assumersi la paternità di cose fatte bene e disconoscono quelle fatte male Quello che viene fatto è frutto però di un lavoro di squadra, nel bene o nel male. L’affitto delle scuole dalle Suore è stato un iter complesso e ringrazio le Suore che hanno accettato un canone di mille euro al mese per due anni ma in tutte le delibere c’è la firma del sindaco, quindi nessuno faccia fughe in avanti o si prenda meriti. Se qualcuno ha lavorato per la risoluzione del problema ha fatto solo il proprio dovere. Il lavoro è di squadra. E non posso neppure consentire che alcuni consiglieri si considerino di maggioranza ma poi c’è chi non viene neppure in aula e chi si astiene sul piano di riequilibrio. In tal caso non si è più consiglieri di maggioranza”.

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