l'eloquente immagine di Via Kitson diffusa dal taorminese Nicola Siglio

Lo hanno già ribattezzato “il modello Burundi” esportato a Taormina. Un vero e proprio obbrobrio che lascia attoniti i residenti e i passanti di altre zone che si trovano a passare da Via Kitson: parliamo delle affissioni per la propaganda elettorale delle elezioni nazionali del 4 marzo, previste dal Comune direttamente sul muro della strada che collega contrada Decima con la galleria sud di Taormina. “Direttamente sul muro, nel terzo millennio il Comune di Taormina ricorre a dei murales per attaccare i manifesti pubblicitari della politica, vorremmo poi vedere chi pulirà dopo”: così un residente, Nicola Sciglio ha evidenziato sui social network i contorni imbarazzanti della vicenda. A rendere ancor più paradossale il caso è che lo spazio sia stato individuato lungo un muro che, per un ampio tratto, ormai da tempo è ritenuto a rischio e che necessiterebbe di un intervento di sistemazione e messa in sicurezza. Non a caso vennero anche effettuati qualche anno fa dei lavori d’urgenza che hanno interessato il muro di Via Kitson per evitare il crollo di calcinacci sulla sede stradale.

L’emblematico episodio di Via Kitson pone in primo piano il problema delle affissioni a Taormina, dove da parecchi anni il Comune non si decide a predisporre un piano di riorganizzazione di questo importante settore, che per altro potrebbe garantire interessanti entrate al bilancio comunale. Ed invece si va avanti “navigando a vista”, con la logica dell’improvvisazione nel reperire spazi del tutto precari come quello di Via Kitson. Si ricorre ai muri della città, anzichè dare delle risorse agli uffici comunali per acquistare dei pannelli nuovi e moderni che siano simili a quelli posizionati in altre località e che, in particolare, sarebbero in grado di garantire un minimo di decoro.

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