Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

A distanza di 30 anni dall’inizio della vicenda si avvia all’atto finale il contenzioso sull’esproprio dei terreni della Piscina di Taormina. Negli stessi giorni in cui è in atto la battaglia legale senza tregua proprio sulla gestione dell’impianto natatorio tra il Comune ed il Cvsm,  la casa municipale è impegnata infatti anche su un altro fronte che può rappresentare uno spartiacque per il piano di riequilibrio. La questione riguarda l’avvenuto esproprio dei terreni di contrada Bongiovanni negli Anni Ottanta, propedeutico per la realizzazione poi della piscina di Taormina. Un iter rivelatosi lunghissimo e sul quale i proprietari delle aree rivendicano ancora somme non pagate dal Comune di Taormina, nel contesto di una vicenda che ha interessato le aule di tribunale con relativi pronunciamenti che hanno riconosciuto le somme dovute ai proprietari.

La richiesta di pagamento è di 5 milioni di euro, mentre il Comune vorrebbe chiudere la questione col versamento di 3 milioni e 100 mila euro. La casa municipale, nello specifico, ritiene che alcune somme siano state già pagate nel corso degli anni passati e che quindi l’ammontare del debito da parte dell’ente locale sia sostanzialmente inferiore a quanto reclamato. Le parti stanno cercando un’intesa, anche se le posizioni per il momento restano piuttosto distanti. Il Comune ha fatto la sua proposta per chiudere il caso ma non è stata ancora accettata dalla vecchia proprietà dei terreni di contrada Bongiovanni. Si tratta, come detto, di uno snodo fondamentale anche per il nuovo piano di riequilibrio e i tempi per definire la vicenda saranno stretti in virtù della necessità da parte dell’Amministrazione di completare il nuovo piano di riassetto finanziario dell’ente entro il 28 febbraio. Le somme dell’esproprio dei terreni della piscina potranno far quadrare i conti o al contrario appesantire il quadro economico di Palazzo dei Giurati, che allo stato attuale ha già conteggiato 18 milioni di euro di debiti da spalmare in 20 anni e che ritiene di poter chiudere la questione con un pagamento complessivo pari in questa causa a circa 3 milioni di euro. Si tratta, insomma, di un’altra vicenda che si trascina da tantissimo tempo, così come l’assai più noto lodo Impregilo, riguardante la battaglia legale tra il Comune ed il colosso milanese per i lavori di realizzazione dei parcheggi comunali e del sistema di viabilità previsto negli Anni Ottanta e poi completato nel 2006.

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