Piscina comunale Taormina
Piscina comunale Taormina

E’ ormai battaglia totale tra Comune e Corpo Volontario di Soccorso in Mare sulla Piscina di Taormina. Il Tribunale di Messina nelle scorse ore ha detto no al pignoramento da 878 mila euro chiesto dal Cvsm contro il Comune per far valere il titolo provvisorio sulla base di due pronunciamenti favorevoli ottenuti nei mesi scorsi in riferimento ad un decreto ingiuntivo. E’ stata dichiarata, nel caso specifico, estinta l’istanza di pignoramento del Corpo Volontario di Soccorso in Mare nei confronti della casa municipale a seguito dell’udienza tenutasi venerdì scorso.

Nella circostanza ha, dunque, avuto la meglio l’Amministrazione taorminese, difesa dall’avvocato Davide La Rosa, ed è stato scongiurato un ingente “prelievo” dal forziere di Palazzo dei Giurati, che era stato chiesto dall’ente gestore dell’impianto natatorio in riferimento al mancato pagamento di somme per servizi resi in favore di bambini, anziani e diversamente abili nell’ambito del contratto di gestione della struttura sottoscritto dalle parti nel 2008. La somma effettiva ammontava che vede il Comune debitore è di circa 600 mila euro, ampliata a 878 mila euro in quanto comprensiva di interessi e rivalutazioni che avrebbero così portato il pignoramento complessivo chiesto dalla parte ricorrente a quasi Un milione di euro. Nel procedimento in questione il Comune ha opposto, in particolare, all’istanza del Cvsm la condizione economica attuale dell’ente locale, che è in fase di riequilibrio. Niente accoglimento, dunque, per la richiesta di pignoramento presso terzi per il credito che il Cvsm momentaneamente vanta e adesso si entrerà nel merito della questione a maggio.

“Con delibera di Consiglio comunale n. 35 del 2016 – spiega l’avvocato La Rosa, legale del Comune – il Comune di Taormina ha avviato iter di riequilibrio finanziario pluriennale, in applicazione del disposto di cui all’art 243 bis, comma 4, del Tuel (Testo Unico Enti Locali), pertanto non possono essere avviate allo stato attuale procedure esecutive nei confronti dell’ente. Le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente locale sono da considerarsi sospese in quanto adottato tale iter di riequilibrio”. “Auspico, altresì, che nel merito della questione – aggiunge l’avv. La Rosa – il Tribunale di Messina faccia piena luce sulla diatriba in atto tra Cvsm e Comune di Taormina. Ritengo che tutta la cittadinanza di Taormina debba chiedersi come mai una società che ha gestito un bene di proprietà comunale per oltre 10 anni, possa credere adesso di vantare un credito di oltre 800 mila euro. E c’è da chiedersi, inoltre, quale beneficio ne abbia avuto la collettività a fronte di una somma cosi ingente”.

Il prossimo atto dello scontro nelle aule di tribunale tra Comune e Cvsm sarà l’8 marzo al Tar di Catania, quando si entrerà nel merito del ricorso presentato dal Comune per il rilascio dei locali della piscina comunale, in quanto il Comune ritiene concluso alla data del 9 marzo 2017 il contratto di gestione della struttura. L’associazione che ha sin qui gestito la piscina ritiene invece vi sia in atto una proroga sino al 2026, tesi che viene respinta dalla casa municipale.

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