Ospedale di taormina
Ospedale di taormina

I problemi irrisolti dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina al centro di una nota trasmessa dalle Rsu della Fp Cgil alla direzione medica del presidio di contrada Sirina. Tra le criticità evidenziate, in particolare, c’è la carenza di personale che si riscontra nell’Unità Operativa Complessa di Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza e c’è anche e soprattutto l’assenza di un sistema di videosorveglianza a tutela degli operatori in servizio al San Vincenzo. Questi ed altri aspetti complicano la situazione in una struttura, l’Ospedale di Taormina, che ormai da tempo è divenuta punto di riferimento per una vasta utenza non soltanto zonale ma proveniente pure da altre province siciliane (in primis i Comuni dell’etneo), ma che proprio per questo necessita di soluzioni che pongano finalmente rimedio alle carenze in atto.

“Le Rsu della Fp Cgil – spiega il sindacato – intendono rappresentare una serie di criticità che affliggono l’Unità Operativa Complessa di Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (Mcau) che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita del nostro nosocomio. Innanzitutto la dotazione organica risulta essere assolutamente insufficiente, tant’è che fu da noi aspramente contestata in fase di redazione della pianta organica: a fronte di ben cinque postazioni attive (Triage, Obi, Codice rosso, e due sale visita), insistono nella migliore delle ipotesi quattro infermieri. Non è sostenibile concentrarsi sulla mera osservazione dei numeri, perché gli stessi infermieri devono garantire la fruizione di tutti i diritti contestualmente previsti (legge 104, legge 80, permessi vari, part-time etc) per cui inevitabilmente il numero si riduce). L’Obi (Osservazione Breve Intensiva) rappresenta un’area di indiscussa valenza all’interno della Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza, ma deve essere nelle condizioni di sicurezza tali da garantire sia i pazienti che gli operatori, l’assenza di monitor, o il loro malfunzionamento che equivale all’assenza, non garantiscono nessuno ed espongono tutti ad un rischio clinico elevatissimo”.

“Gli infermieri – continua il sindacato – non sono nelle condizioni di ottemperare ad un obbligo ben preciso, la compilazione della cartella infermieristica informatizzata per non avere una postazione Pc. E’ anacronistica una situazione del genere ma soprattutto è inaccettabile. In ultimo, ma non in ordine di importanza, segnaliamo la totale assenza di un sistema di videosorveglianza, sia essa attiva con vigilantes che in videosorveglianza, ed alla luce di quanto le cronache raccontano in merito ad aggressioni, sarebbe auspicabile investire una piccola somma a tutela delle maestranze”.

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