l'Hotel San Domenico di Taormina

“Sembra sussistere il fumus boni iuris, perché effettivamente il progetto approvato prevedere oltre alla ristrutturazione degli impianti la sostituzione di tutti gli infissi, la realizzazione di una nuova copertura con struttura in legno e acciaio e in generale ampliamenti e nuove costruzioni. Si ritiene di dover sospendere, nelle more delle controdeduzioni, il provvedimento della Soprintendenza”. Così scrive l’assessorato ai Beni Culturali nel ricorso gerarchico presentato dal Circolo di Legambiente Taormina Alcantara contro l’autorizzazione paesaggistica rilasciata nelle scorse settimane dalla Soprintendenza di Messina per il “progetto per il restauro, ristrutturazione ed ampliamento del Grand Hotel San Domenico sito tra la Via Bonifacio, Piazza San Domenico e Via Roma e manutenzione straordinaria con opere strutturali per il riordino distributivo dell’Hotel San Domenico ex convento” presentato dalla ditta Taormina Hotel Property Spa. Il provvedimento che ribalta la situazione, a firma della dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni Culturali, Maria Elena Volpes, a questo punto è destinato a riaccendere il fermento da tempo in atto nella località turistica sulle previste opere di ristrutturazione dello storico hotel.

“Il 18 gennaio scorso – si legge nell’atto – è stato presentato ricorso dall’Associazione Legambiente Circolo Taormina-Valle Alcantara, dalla presidente e legale rappresentante Annamaria Noessing, avverso il provvedimento della Soprintendenza del 18 dicembre 2017, che aveva espresso parere favorevole al progetto di restauro, ristrutturazione e ampliamento del San Domenico di Taormina. I ricorrenti hanno contestato la legittimità del provvedimento impugnato perché lo ritengono in contrasto con il piano paesaggistico dell’Ambito 9 (paesaggio locale 4), laddove lo stesso prescrive che la disciplina urbanistica debba assicurare la conservazione ed il recupero degli equilibri storicizzati sia all’interno dei centri e nuclei storici che nel rapporto con l’ambiente circostante, sia laddove lo stesso prescrive particolari accorgimenti per i pannelli solari fotovoltaici. I ricorrenti sostengono inoltre che il progetto approvato è incompatibile con il vigente strumento urbanistico riguardante il centro storico, che inoltre ridurrebbe la visuale dei principali punti panoramici e che non garantisce il permanere delle caratteristiche architettoniche che attualmente caratterizzano il prospetto del San Domenico”.

“E’ soltanto la prima battaglia – ha commentato Noessing – ma la lotta continua. Diventiamo cittadini consapevoli, lottiamo per i nostri diritti, siamo orgogliosi di quello che la storia e la natura ci dona ogni giorno. Siamo eredi, ma dobbiamo donare alle prossime generazioni. Custode di beni che appartengono al mondo”. Il progetto per i lavori del San Domenico è atteso, tra l’altro, a breve anche all’esame del Consiglio comunale, dove l’esito della deliberazione appare incerto ed alcuni consiglieri hanno preannunciato voto contrario al progetto attualmente presentato dalla proprietà della struttura ricettiva.

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