Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

Si avvia alla resa dei conti lo scontro tra il Comune di Taormina ed il Cvsm sulla piscina comunale. Le parti si troveranno, infatti, l’una di fronte all’altra in settimana, il 9 febbraio, al Tribunale Civile di Messina, dove si terrà l’udienza per un pignoramento da 870 mila euro richiesto dall’ente gestore della piscina di contrada Bongiovanni nei confronti della casa municipale. “E’ un’azione che siamo stati costretti ad intraprendere e che d’altronde scatuirisce da due sentenze già emesse dal tribunale a nostro favore – spiega il portavoce del Cvsm, Alessandro Gaglio -. Si tratta di somme mai pagate dal Comune di Taormina da 10 anni a questa parte, con relativa inottemperanza alla delibera n. 10 del 2008 nella quale si indicava con estrema chiarezza che il Comune avrebbe dovuto farsi carico di una somma pari a 87 mila euro all’anno per i servizi da dare nell’impianto natatorio ad anziani, bambini e diversamente abili”.

La piscina è chiusa da ormai un anno perchè secondo il Comune il contratto di gestione del Cvsm è scaduto il 9 marzo 2017, mentre per il Cvsm tale intesa scadrebbe nel 2026 e sulla questione si pronuncerà l’8 marzo il Tar di Catania. Nell’attesa l’impianto rimane indisponibile all’utenza ed in condizioni fatiscenti, aggravate dalle forti raffiche di vento che hanno creato seri danni al tetto e ne hanno fatto crollare alcune parti.

“La chiusura della piscina sta facendo danni enormi – continua Gaglio – e non solo a noi, ma anche ai cittadini ed alla città di Taormina. Stiamo stanchi di parlare di una vicenda che poteva essere risolta con buon senso e con un ragionamento condiviso, tale da fare ciascuno di noi dei passi indietro e far riaprire l’impianto. Ma il sindaco ha espresso la volonta di non fa riaprire la piscina per motivi che non conosciamo, non comprendiamo e che evidentemente non possiamo accettare. Altrove si fa di tutto petr valorizzare lo sport, qui le attività sportive e l’impiantistica sportiva sono giunti al capolinea e ciò suscita amarezza e fa rabbia. A questo punto stiamo procedendo per tutto ciò che sarà possibile. Le vie legali sono inevitabili, abbiamo sempre detto e ribadiamo che il nostro unico interesse è quello di far riaprire la piscina. Il 9 febbraio, intanto, ci confronteremo sul pignoramento da 870 mila euro, di cui 580 mila euro effettivi, per le somme mai stanziate per la piscina dal Comune. E’ un’azione che abbiamo già formalizzato ed al cui riguardo i nostri legali hanno attivato l’iter per ottenere l’esecutività del prelievo delle somme presso la tesoreria del Comune”.

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