Eugenio Longo, ex sindaco di Taormina
Eugenio Longo, storico sindaco di Taormina

“La Città di Taormina, è vero, ha sempre avuto il pilota automatico della sua grande bellezza e quel pilota c’era pure ai miei tempi, ma rispetto a quest’epoca attuale, negli anni in cui sono stato sindaco della città io la Taormina la guidavo e la governavo”. Così descrive  la sua Taormina, al confine tra gli splendori di ieri e l’appiattimento di oggi, Eugenio Longo classe 1923, storico e e stimato sindaco nonché autentica memoria della Perla dello Ionio. Il professore Longo è uno che rappresenta a pieno titolo un pezzo di storia della città e non soltanto perché è stato sindaco di Taormina per tanti anni. Le sue lezioni di Matematica hanno cresciuto generazioni di taorminesi, da docente che ai propri alunni sapeva trasmettere regole di vita. Ha sempre avuto nel dna un’immutata, inesauribile, intensità emotiva e un amore viscerale per la propria terra; con i valori morali, assai prima che politici, di quel Novecento che ha fatto grande Taormina perché uomini come lui avevano un carattere indomito e sapevano trasformare gli ostacoli in ulteriori motivazioni per centrare gli obiettivi a vantaggio del territorio.

Alle porte dei 95 anni, il prof. Longo continua a seguire con grande attenzione le vicende della città e descrive in modo attento le evidenti differenze tra l’epoca d’oro di Taormina e la Taormina di adesso.

“Ho avuto modo – spiega il prof. Longo – di leggere ed apprezzare nei giorni scorsi un editoriale del mio concittadino giornalista Emanuele Cammaroto e quelle sue condivisibili parole mi portano a fare alcune riflessioni su Taormina. Cambiano i tempi ma è cambiato soprattutto il modo di vivere questa città e di amministrarla. Ricordo ancora quando mi presentai da sindaco di Taormina a Palermo, alla Regione, per ottenere il finanziamento per la realizzazione della funivia Taormina-Mazzarò (150 milioni dell’epoca) ed ebbi un confronto piuttosto vivace con l’assessore al Turismo, dicendogli senza troppi convenevoli: “Lei è un monarchico, io sono repubblicano, Taormina vuole quella somma ed io farò di tutto per fare arrivare quel finanziamento”. E’ solo un esempio per dire che c’era amore per la città, passione e determinazione nel viverla e amministrarla. Noi avevamo una vera scuola politica e dei grandi maestri: il mio fu Ugo La Malfa, ma ho conosciuto Alcide De Gasperi e ho visto Aldo Moro. Ricordo le tante volte in cui sono andato al Ministero, a Roma, e ottenni dei finanziamenti da diversi milioni per Taormina: ho fatto acquistare al Comune il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano (per 64 milioni) ed il parcheggio di fronte all’Excelsior (Porta Catania). Ricordo che sistemammo e valorizzammo la Villa comunale che ai miei tempi era meravigliosa: c’erano mandorli in fiore che erano una gioia da vedere e oggi, passeggiando lì al parco offriamo al turista non so quante transenne”.

“Per fare tutte quelle cose che abbiamo fatto serviva gente che sapesse muoversi e noi le avevamo, ci davamo tutti da fare e facevamo squadra. Negli anni recenti – continua il prof. Longo -, seguendo le vicende della mia città da cittadino, ho visto tanti politici della Regione che sono venuti a Taormina ma cosa hanno portato? E che cosa hanno fatto i nostri amministratori per portare fondi dalla Regione e dal Ministero? Poco, molto poco. E allora chi da fuori viene qui soltanto per fare sfilate a Taormina, stia a casa, perché Taormina è dei taorminesi. E chi governa si impegni realmente per assicurare alla nostra città quello che merita e di cui necessita. Che futuro può avere un Comune che non ha più nemmeno i cantonieri e i giardinieri, e che ha nemmeno dieci vigili urbani? Dove si arriverà di questo passo? La tassa di soggiorno, che evidentemente ai nostri tempi non esisteva, va spesa per il turismo e per i servizi, non per tappare i buchi del bilancio. Noi riuscivamo a fare quadrare i bilanci anche senza l’imposta di soggiorno e riuscivamo a fare turismo mentre oggi che il Comune avrebbe in cassa quasi 3 milioni di euro all’anno da investire poi li destina ad altro”.

Poi il G7: “Il G7 ha sistemato la villa comunale e le strade, come pure il Palacongressi ma questo non può essere un vanto: dovrebbe essere motivo di vergogna, semmai, che in 15 giorni sia stato sistemato il muretto della villa comunale che il Comune non era stato capace a ristrutturare in 3 anni. Stesso discorso per le strade che non si asfaltavano da anni. E pensare che io, alla mia età, in Via Cappuccini mi trovo a dover stare attento a una buca per non finirci dentro: ma il Comune perché non interviene?”. Longo si sofferma pure sull’irrisolta questione del Prg: “Siamo nel 2018 e Taormina si è fermata ad un Piano regolatore approvato dal Comune nel 1976 e dal 2004 si fa avanti e indietro per Palermo col nuovo piano ma per fare cosa? Di cosa stiamo parlando? Ai miei tempi gli uffici mi supportavano ed io ne seguivo l’operato: oggi cosa fa la politica e cosa fanno gli uffici? E che dire delle scuole? Com’è possibile che da 13 anni la scuola elementare sia ancora chiusa? Venne aperta e ricordo ancora quando la inaugurammo nel 1957, è un edificio in cemento armato ma è stato chiuso per tenerne aperto uno (la Ugo Foscolo, ndr) che invece è un prefabbricato in cartongesso. Qualcuno forse ha pensato di far diventare la Vittorino da Feltre un albergo ma quella scuola va restituita ai taorminesi”.

“Taormina merita molto di più, può e deve migliorare in tante cose anche se è chiaro che non c’è più una classe politica e quella attuale non è nemmeno lontana parente. Bisogna ragionare, ad esempio, anche in un’ottica di comprensorialità, non ci può essere antagonismo con Giardini Naxos ed occorre confrontarsi per migliorarsi entrambi. Bisogna riscoprire e valorizzare le eccellenze del territorio: un tempo Taormina aveva i migliori maitre d’Italia ed erano figure professionali eccezionali che l’Italia intera ci invidiava. Infine, un cenno ai David di Donatello: io ho goduto per 20 anni dei David di Donatello a Taormina, di cui per 10 anni da sindaco e per 10 anni da presidente dell’Ente provinciale del Turismo. So perché i David non torneranno ma so anche che in questi anni non è stato fatto praticamente nulla per provare a riportarli a Taormina. Ricordiamoci sempre che abbiamo una perla che merita di brillare nel mondo, come d’altronde è avvenuto nel G7, quando Taormina si è presentata da sola al mondo, con il pilota automatico e con il biglietto da visita di tutto l’incanto dei suoi panorami”.

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