la protesta del 3 novembre scorso davanti al palazzo comunale

Scuole di Taormina in gran fermento e si va verso una nuova protesta pubblica dopo quella del 3 novembre scorso. La storia si ripete e a distanza di tre mesi dalla manifestazione che vide sfilare in Corso Umberto le famiglie e i bambini, ma anche diversi cittadini, per dire basta alle irrisolte problematiche del mondo della scuola, si va verso il bis di quella giornata. La conferma ufficiale arriva dalla presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo 1, Ornella Monforte.

“Posso confermare che stiamo predisponendo una nuova iniziativa di protesta – spiega Monforte – e così come il 3 novembre siamo scesi in piazza a ridosso delle elezioni regionali, stavolta lo faremo prima delle elezioni nazionali del 4 marzo, con altre modalità che a breve comunicheremo. Faremo sentire la nostra voce con quella stessa determinazione e se possibile in modo ancor più forte, per rivendicare il diritto dei nostri figli ad avere scuole sicure e funzionali. Abbiamo avuto tantissima pazienza, ma la pazienza adesso si è esaurita. Ancora adesso non è stata riconsegnata la palestra delle scuole medie ai bambini per una semplice delibera di riapertura che non si comprende bene per quale motivo non viene formalizzata dalla Giunta. Si parla da mesi del trasferimento dei bambini delle Scuole di Taormina centro, quelli delle elementari, nell’immobile delle Suore Francescane che il Comune intende prendere in affitto: prima il problema era la mancanza del bilancio di previsione, che è stato però poi approvato il 31 dicembre scorso, eppure non si riesce a capire per quale motivo non avvenga la firma del contratto di affitto per l’edificio e di conseguenza non si sa quando inizieranno i lavori per l’adeguamento dei locali”.

“E che dire della scuola media Ugo Foscolo? Il finanziamento da 400 mila euro – continua Monforte – è stato rimandato a Palermo, i lavori di messa a norma non sono mai iniziati e nessuno sa quando e se arriverà un nuovo finanziamento: di certo i tempi saranno, in qualsiasi caso, lunghi. Ci siamo trovati a dover lottare persino perché le scuole sono rimaste di recente senza gasolio, con i bambini costretti a fare lezione al freddo. Dialogo e comprensione: è tutto inutile, l’unico maniera per dimostrare alla politica e agli amministratori che la scuola non può più essere trattata in questo modo sarà quella di un’altra protesta pubblica. E se anche questa protesta di inizio marzo non dovesse bastare, allora ne organizzeremo una a ridosso delle elezioni comunali di giugno, così potremo confrontarci con i candidati a sindaco”.

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