il rebus dei candidati a sindaco a Taormina

Elezioni Taormina 2018, è il teorema di Lucio il vero “fattore x” che tiene in scacco lo sprint per la futura sindacatura. A poco più di quattro mesi dall’appuntamento con le Amministrative, resta infatti ancora un rebus totale lo scacchiere politico a Taormina. I vari candidati a sindaco si confermano concentrati sull’esercizio politico dei “tavoli (carbonari) dell’io” di cui abbiamo detto e scritto qualche giorno fa. Ciascuno guarda per lo più alle mosse dell’altro e sul coraggio di osare, farsi avanti e proporre un progetto per la città, prevale il timore di “bruciarsi” (accezione in salsa sicula di un verbo che da queste parti coniuga il non voler perdere posizioni e spazi nella griglia di partenza della competizione)

Mentre le opposizioni provano a trovare la quadra,e anche lì la situazione è piuttosto ingarbugliata, l’arcano principale che in un modo o nell’altro innescherà poi un effetto domino resta soprattutto quello della ricandidatura o non ricandidatura del sindaco Eligio Giardina.

Giardina sta sondando i vari alleati per capire umori, intenzioni e ambizioni, chi è disposto a sostenerlo come nel 2013 e chi invece no. Nella coalizione di governo che sta completando la legislatura ci sarebbero, infatti, oltre a Giardina, a quanto pare, almeno altri quattro possibili candidati a sindaco. Il presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni, che a novembre fu candidato alle Regionali, potrebbe decidere di scendere in campo, e lo stesso discorso vale per il vicesindaco Andrea Raneri che sta valutando anche lui lo scenario politico ed i margini di manovra per lanciarsi in una nomination alla sindacatura. Potrebbe correre per la candidatura a sindaco pure l’ex vicesindaco della città, Mario D’Agostino, che lo scorso anno si è avvicendato in Giunta proprio con Raneri e che già alle Comunali 2013 fu in gioco sino all’ultimo per la candidatura con Giardina prima che venisse poi sancito un accordo politico tra i due. Tra i possibili aspiranti alla prima poltrona di Palazzo dei Giurati ci sarebbe inoltre l’assessore al Turismo, Salvo Cilona che valuta anche lui le chance di candidatura. Giardina proverà a trovare una sintesi e una convergenza sul suo nome con gli alleati e nello specifico proprio con i potenziali pretendenti alla sindacatura. In caso contrario potrebbe fare in extremis un passo indietro.

“La mia ricandidatura? Se si creeranno nuovamente, come cinque anni fa, le condizioni per far sì che si possa non soltanto vincere ma anche e soprattutto governare la città, perché no”: questa la posizione attuale del sindaco Giardina. Parafrasando Lucio Battisti: io vorrei, non vorrei ma se vuoi….

 

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