prosegue il dibattito sul futuro della tassa di soggiorno

Due milioni e 700 mila euro, è la cifra ufficialmente incassata dal Comune di Taormina dalla Tassa di soggiorno nell’anno appena trascorso. Il dato del 2017 va di fatto ad eguagliare quello del 2016 quando si era registrato un analogo risultato ed il totale dichiarato dall’ente locale era stato di 2 milioni 694 mila euro. Adesso l’aspettativa per l’anno appena iniziato è che possa, tuttavia, arrivare una svolta sull’impiego del balzello turistico e gli operatori economici si attendono dalla Giunta una maggiore destinazione di risorse al turismo e alla promozione del territorio. La questione che ha scatenato sin qui malumori a più riprese deriva, infatti, dal fatto che l’imposta di soggiorno al momento finisce nel “calderone” del bilancio e va, di riflesso, a far quadrare i conti dell’ente locale in rapporto anche alle sofferenze di esercizio. Di diverso avviso, ovviamente, sono gli operatori economici che sollecitano un impiego mirato dell’imposta per quella che d’altronde è la finalità con cui venne istituita nella passata legislatura e posta in vigore dal 1 gennaio del 2013: sostenere cioè il turismo.

“A nostro avviso – spiega il presidente dell’Associazione Albergatori, Italo Mennella – va apportata quanto prima una modifica al regolamento della Tassa di soggiorno per definire in modo ben preciso la destinazione dei fondi. Cercheremo di dialogare in tal senso con la Giunta e con i consiglieri comunali affinché si arrivi ad una soluzione risolutiva nell’interesse della città. Si tratta di una somma importante che può certamente dare un forte sostegno alla città ed il primo impiego deve essere prioritariamente finalizzato ad iniziative legate ad uno sviluppo turistico del territorio. Bisogna fare eventi nel periodo invernale e una parte della somma che viene introitata dall’imposta di soggiorno può sostenere questa finalità. Al contempo sono altrettanto importanti dei servizi come quello del mantenere quanto più possibile pulita la città, un qualcosa che poi rappresenta il biglietto da visita di Taormina agli occhi dei visitatori”.

“C’è un regolamento – aggiunge Mennella -, bisogna leggerlo attentamente, e partire da quello per poi proporre i necessari emendamenti, ormai irrimandabili”. La prospettiva che si delinea è quella di arriva ad istituire un capitolato ad hoc nel bilancio di Palazzo dei Giurati, andando a pianificare e quindi riepilogare alla fine dell’anno le spese annuali che l’Amministrazione effettua con l’imposta di soggiorno, di fatto rendendola una vera e propria tassa di scopo.

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