La nuova gestione del villaggio Le Rocce passerà per un bando ad evidenza pubblica, come preannunciato dal Commissario della Città Metropolitana, Francesco Calanna ma la prospettiva non sembra scoraggiare il Comune di Taormina, che non si arrende e ribadisce la volontà di puntare all’affidamento dell’oasi naturalistica che si affaccia sulla baia di Mazzarò. Il sindaco Eligio Giardina lunedì contatterà il Commissario Calanna per chiedere un incontro urgente sulla questione.  
“Qualunque tipologia di bando venga indetta dalla Città Metropolitana, e dunque qualsiasi iter decida legittimamente di intraprendere il Commissario Calanna – afferma Giardina – noi ci saremo e ci inseriremo. A questo punto riteniamo che il Villaggio Le Rocce non debba più essere gestito da altri ed a nostro avviso è giusto ed opportuno che la Città di Taormina sia parte attiva del futuro di questo bene sito nel nostro territorio. Lunedì mattina contatterò il commissario Calanna per concordare un incontro in cui dare un impulso a questa vicenda. Il presupposto fondamentale del ragionamento che farò al Commissario è che il Comune di Taormina intende essere attore protagonista ed interlocutore privilegiato sul destino del villaggio Le Rocce. Sono convinto che si possa trovare una soluzione risolutiva del tutto trasparente e che possa fare l’interesse della città di Taormina e rispondere anche alle esigenze della Provincia regionale di Messina”.  
In effetti la strada per il Comune potrebbe essersi fatta in salita proprio in concomitanza con la conferma data in conferenza stampa dal Commissario Calanna che l’affidamento de Le Rocce avverrà tramite procedura pubblica. Difficilmente potrà esserci, di riflesso, l’assegnazione del bene in comodato d’uso gratuito al Comune di Taormina, anche per come la recente sentenza del Cga – scaturita dal ricorso de La Pineta Sport Management – aveva motivato la decisione della restituzione dell’immobile alla Città Metropolitana. Per il Consiglio di Giustizia Amministrativa l’affidamento in comodato gratuito per 99 anni del bene nel 2016 alla Fondazione Fiumara d’Arte sarebbe avvenuto “violando i principi di concorrenza”. A complicare i piani del Comune di Taormina anche le note difficoltà finanziarie dell’ente locale che è in fase di riequilibrio e dovrà rientrare di un debito complessivo di 18 milioni di euro nei prossimi 20 anni. 

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