Franco Parisi, presidente Aipt
Franco Parisi, presidente Aipt

“I problemi di Taormina non si risolvono creando nuove associazioni o con un’associazione piuttosto che un’altra, la verità è che nella nostra città non c’è associazionismo, c’è poca partecipazione alle iniziative e la presenza di soli 5 ristoratori ad una riunione pubblica sulla raccolta rifiuti è la prova più eloquente”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Franco Parisi. Proprio nei giorni in cui è appena nata la nuova Associazione Commercianti Taormina (presieduta da Nino Scandurra), arriva lo sfogo del massimo esponente di Aipt, il sodalizio che è attivo in città dal 2008. “Nelle mie parole non c’è alcun intento critico, semmai uno spunto di riflessione che non può e non deve passare inosservato se davvero si vogliono affrontare le difficoltà di Taormina – afferma Parisi -. A mio avviso ad oggi è inutile che si facciano delle nuove assicurazioni criticando l’operato di quelle già esistenti come la nostra. Bisogna prendere atto del fatto che dopo l’entusiasmo iniziale che si verifica quando si crea una nuova associazione, poi nessuno partecipa e nessuno collabora, nessuno fa proposte. E, per di più, viene criticato l’operato dei pochi che provano ad impegnarsi e viene contestato sia quello che si fa sia quello che poi non è possibile fare. Non c’è la partecipazione attiva degli operatori economici, che è l’elemento fondamentale per dare un senso compiuto all’associazionismo sul territorio e per renderlo incisivo”.

“A conferma che non c’è associazionismo a Taormina – continua Parisi – un esempio eloquente lo abbiamo visto proprio martedì mattina quando alla Fondazione Mazzullo si è tenuta una delle riunioni indette dalla Mosema e dal Comune con gli operatori economici locali, per la riorganizzazione della raccolta rifiuti: all’incontro sui ristoranti erano presenti soltanto cinque ristoratori. Va dato atto a Mosema di volersi impegnare per fare qualcosa di buono ma se poi i commercianti non partecipano come possono cambiare le cose? Nelle varie riunioni o assemblee di categoria che vengono fatte a Taormina ci sono dieci o quindici persone al massimo”. Poi Parisi torna sulla recente nascita di una nuova associazione di categoria: “Avevamo dato la nostra disponibilità a modificare lo statuto, con l’assemblea che elegge il presidente e il direttivo. Ma questa importante novità non è stata capita e apprezzata. Il 6 gennaio è decaduto il nostro mandato e abbiamo dato la possibilità ai nuovi iscritti di iscriversi, dichiarando quindi la volontà di rinnovare tutte le cariche. Da parte nostra abbiamo sempre avuto il solo e unico interesse di cercare di fare qualcosa di buono per Taormina. Ma se poi si preferisce dividere la categoria in un contesto che manca di partecipazione e di collaborazione finanziaria, non ci potrà essere nessuna svolta”.

© Riproduzione Riservata

Commenti