Pronto Soccorso di Taormina
Pronto Soccorso di Taormina

Oltre 26 mila accessi in un anno: è il numero record che ha fatto registrare il Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. Il reparto diretto dal dott. Mauro Passalacqua si conferma, dunque, un punto di riferimento per l’utenza che giunge ogni giorno al presidio di contrada Sirina. “Si tratta di numeri praticamente identici a quelli del 2016 – spiega il dott. Passalacqua anche se c’è da evidenziare che nell’anno appena trascorso a febbraio ci siamo spostati in dei locali provvisori in virtù dei lavori di ristrutturazione del reparto, sino alla riapertura dei nuovi locali. E quella fase si concluse con il G7 di fine maggio. Si è registrato un ampio calo di accessi, quindi, nel periodo febbraio-maggio, con un minimo storico che è stato poi compensato dai grandi numeri estivi quando abbiamo avuto una media di circa 180-200 accessi al giorno. Il dott. Passalacqua, di recente, è stato eletto nel direttivo regionale della Simeu, Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza e pone così l’accento sul perdurare di alcune importanti problematiche in atto non soltanto per il Pronto Soccorso ma più in generale per il “San Vincenzo”.

“Il nostro – evidenzia Passalacqua – è un reparto che soffre la costante pressione a cui siamo sottoposti con richieste di assistenza di ogni genere. In termini di pianta organica il numero del personale assegnato ha raggiunto buoni livelli ma la disponibilità effettiva in servizio del personale viene limitata da normative come la 104 e la 180. A breve, come Simeu, chiederemo un incontro all’assessore alla Sanità per sottolineare che se soffre il Pronto Soccorso poi soffre tutto l’ospedale. E’ scomparsa la medicina di base sul territorio, mancano i filtri e tutto converge sull’ospedale. O si ricrea un filtro territoriale o avremo problemi sempre più difficili da affrontare e da risolvere. Le aziende sanitarie hanno subito alcune scelte, è arrivato il momento della verità in cui la politica deve dimostrare nei fatti di voler sostenere la piena funzionalità delle strutture ospedaliere e, lo ribadisco, va in primis ricreato quel filtro che oggi è venuto a mancare. Al momento l’utenza è costretta a recarsi in ospedale per qualsiasi tipo di necessità, anche quando ci sono dei casi di non emergenza in cui potrebbe essere sufficiente la disponibilità e la collaborazione dei medici di base”.

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