la stazione ferroviaria di Taormina-Giardini Naxos

Il previsto raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo manda “in pensione” la storica stazione ferroviaria di Taormina-Giardini ubicata a Villagonia. Si sa che in Italia i tempi sono sempre biblici per qualsiasi opera pubblica e d’altronde anche per le Ferrovie dello Stato il nuovo binario è una storia che si dovrebbe compiere non prima del 2026, ma in ogni caso la storica stazione taorminese è già destinata alla chiusura. E allora, siccome a Taormina i “funghi” proliferano ormai da tempo con estrema disinvoltura e senza alcun freno amministrativo e urbanistico, la gente si interroga e chiede che la politica faccia qualcosa per impedire che la Stazione di Villagonia in futuro finisca nelle mani di privati intenzionati a farne un resort con incantevole vista sul mare.

Cosa potrebbe (o dovrebbe) fare il Comune? Ad esempio mettere un vincolo di destinazione, con un’azione finalizzata alla tutela preventiva del bene che appartiene alle Ferrovie dello Stato ma che nei prossimi anni potrebbe diventare “appetibile” per i privati e quindi per eventuali altre tipologie d’uso nel momento in cui inizierà a diventare realtà il mega-progetto di Rfi. A quanto pare potrebbero scattare già entro il 2018 le prime opere che da qui al prossimo decennio cambieranno la geografia del percorso ferroviario in zona, puntando sulla stazione sotterranea da realizzare sotto il piazzale della Madonnina.

L’attuale stazione di Villagonia, stando alle attuali indicazioni delle Ferrovie dello Stato, dovrebbe diventare un Museo (idea tutto sommato interessante) e non ci sarebbe alcuna intenzione di venderla, ma a Taormina si teme che un cambio di strategie presto o tardi possa ribaltare all’improvviso le dinamiche di questa vicenda e spalancare le porte a differenti prospettive per questo immobile di indubbio pregio. D’altronde le Ferrovie hanno di recente dismesso il vicino parcheggio, che si trova accanto alla Stazione. Il parcheggio è stato chiuso al pubblico a seguito di procedura pubblica di gara che ha visto l’acquisizione dell’area da parte di un privato.

Si tratta, nel caso della Stazione di Taormina, di una struttura, attivata nel lontano 12 dicembre 1866, che ormai rappresenta a pieno titolo un pezzo di storia della Città di Taormina. La stazione di Taormina-Giardini è stata ripresa in molti film, tra cui: Il piccolo diavolo (1988) di Roberto Benigni, Il padrino – Parte III (1990) di Francis Ford Coppola, Le Grand Bleu (1988) di Luc Besson. Viene considerata, non a caso, a pieno titolo come una delle più belle stazioni (se non la più bella) presente in Sicilia e nel Sud Italia, anche in virtù di un pregevole fabbricato in stile eclettico (liberty) e tra i vari dettagli, ad esempio, le finestrature ad arco e sesto acuto riprendono motivi del passato arabo-normanno. Le sale interne arredate con mobili in legno scuro in stile siciliano di fine Ottocento. La struttura e le sue stanze, le pareti e i soffitti impreziositi da affreschi e decorazioni, tutto questo ed altro sono un qualcosa che merita di essere conservato in qualsiasi caso anche se la Stazione dovesse essere dismessa.

C’è una storia da tutelare, che merita rispetto, considerazione e un sussulto di avvedutezza da parte degli “inquilini” del Comune di Taormina e – perché no – congiuntamente anche da parte degli amministratori di Giardini Naxos che in passato hanno lottato con tenacia affinché la stazione portasse il nome di entrambe le località turistiche. Non vorremmo che le indimenticabili scene di Roberto Benigni che arriva alla Stazione di Taormina-Naxos finiscano per lasciare spazio un domani non troppo lontano alle immagini di turisti che si affacciano sulla baia di Villagonia dalla terrazza e dalle camere di un nuovo resort.

Serve – repetita iuvant – una delibera che metta un vincolo di destinazione d’uso e vada a sgomberare il campo da qualsiasi tipo di altro discorso. La politica farà la propria parte o si limiterà a braccia conserte al solito ritornello del “non serve nessuna delibera, non c’è alcun pericolo, ci hanno rassicurati, è tutto apposto”?

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