il sopralluogo del sindaco Giardina in Via Pirandello

Prosegue la conta dei danni a Taormina dopo la tromba d’aria che ha investito la capitale del turismo siciliano nella nottata di mercoledì scorso. Anche nella giornata di ieri è rimasta chiusa al transito veicolare la Sp10-Via Pirandello, a causa dell’avvenuto crollo di un albero di grandi dimensioni, che per altro ha anche determinato la caduta di un palo della corrente elettrica. La Città Metropolitana di Messina ha avviato le opere finalizzate a liberare la sede stradale al momento rimasta completamente ostruita. L’albero sradicato dal vento ha causato il crollo di un’ampia parte di muretto che dà sulla Sp10 e, come detto, ha abbattuto, a sua volta, anche un palo della luce. Non si esclude che la strada possa essere riaperta con il senso alternato nella serata odierna, ma è più probabile che per un ritorno alla normalità si debba attendere almeno domani (domenica).

“Insieme al sindaco Eligio Giardina – spiega l’assessore Pina Raneri – abbiamo effettuato una ricognizione sullo stato dei luoghi interessati dalla tromba d’aria. La situazione più critica riguarda la Via Pirandello dove si è deciso di lavorare sino a tutta la notte per liberare la strada da un albero di grandi dimensioni. Quanto accaduto è un evento di eccezionale gravita che non ha precedenti nella storia della nostra città. Alla villa comunale abbiamo attenzionato la condizione di pericolo ancora adesso derivante da un albero di circa 40 metri che si è inclinato ed è stato anche richiesto un parere ad un esperto del settore. Abbiamo disposto un intervento e somma urgenza e l’area attorno all’albero è stata transennata per evitare la caduta di quest’altro albero. E una somma urgenza immediata riguarderà anche la ricostruzione del muretto sempre alla villa comunale distrutto dal vento, a causa di un ramo che si è spezzato. Cercheremo al più presto di avviare anche i lavori di messa in sicurezza delle torrette per le quali sono stati previsti in bilancio 200 mila euro di recente. Un altro albero è stato abbattuto dal vento all’ingresso del cimitero”.

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