a Taormina sono attivi 48 new slot e 8 videolottery

“Febbre da gioco” a Taormina, dove nel 2016 sono stati spesi quasi 5 milioni di euro per giocate complessive tra lotterie, videolottery e slot machine. E’ il dato, riportato anche da una nota rivista nazionale, che “fotografa” la situazione nella capitale del turismo siciliano, che da ormai mezzo secolo ha perso il proprio casinò e tra alterne vicende e periodiche illusioni non è più riuscita ad ottenerne la riapertura. I tempi dei tavoli rossi della mitica Villa Mon Repos degli Anni Sessanta sono sempre più lontani e a Taormina lo scorso anno sono stati spesi 2 milioni e 600 mila euro in Videolottery (che accettano anche banconote) presenti in locali dedicati e che consentono talvolta giocate e vincite alte. Ci sono poi le cosiddette “New Slot”, quelle che accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie, e qui sono stati spesi 2 milioni e 400 mila euro.

Il dato complessivo di risorse economiche destinate nel territorio di Taormina dai cittadini al gioco ammonta, per l’esattezza, a 4,93 mln nel 2016. Numeri significativi se si tiene conto che il Comune di Taormina ha una popolazione di 10 mila 909 abitanti, di cui almeno un terzo hanno caso in città ma, di fatto, risiedono nell’arco dell’anno in altre località. A Taormina il reddito pro-capite è pari a 17 mila 690 euro ed in questo contesto il totale degli apparecchi installato nella città è di 56: di questi 48 sono new slot ed 8 videolottery. Ogni mille abitanti si contano a Taormina 5,1 apparecchi di cui 0,7 per videolottery e 4,4 slot. Il dato complessivo delle giocate procapite è stato nel 2016 di 451,6 euro, praticamente lo stesso del 2015 quando erano state pari a 454,8 euro. E di queste, ancor più nel dettaglio, 234 euro sono state destinate alle slot e 218 euro alle videolottery.

La passione per il gioco, in sostanza, resiste ma è ben differente da quella degli anni d’oro di Taormina. Dal fascino del casinò si è passati alla dedizione al gioco delle lotterie e delle slot che molto spesso diventa una vera e propria dipendenza e rischia di creare pesantissimi problemi economici e sociali al singolo giocatore e può mandare in crisi il contesto familiare. A Taormina qualche anno fa si era pure ipotizzata l’apertura di una gaming hall, un minicasinò con la presenza delle sole slot machine ma questa soluzione poi è naufragata. Rimane il “sogno proibito” del casinò, del quale a spot e ciclicamente parlano i vari politici di turno, amministratori e deputati, ma che in definitiva sembra destinato a non riaprire mentre restano regolarmente aperte le quattro case da gioco del Nord Italia.

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