Villaggio Le Rocce a Taormina

Colpo di scena sulla gestione del Villaggio Le Rocce. La Fondazione Fiumara D’Arte del mecenate messinese Antonio Presti dovrà riconsegnare alla Città Metropolitana di Messina l’oasi naturale che il 18 novembre 2016 era stata concessa in comodato d’uso gratuito per 99 anni. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso presentato dall’impresa La Pineta Sport Management Srl, che in precedenza aveva presentato, a sua volta, un project financing per la riconversione del Villaggio in una struttura alberghiera di lusso. L’ex Provincia inizialmente aveva sostenuto il project ma c’era stata poi una variazione di posizione che a seguito di parere negativo espresso dall’Urega ha portato, in definitiva, all’affidamento del bene alla Fondazione Fiumara d’Arte. Villaggio Le Rocce venne edificato negli Anni Cinquanta sul promontorio della baia di Mazzarò ed inaugurato nel 1954, quindi nel 1972 la chiusura e da lì un lunghissimo periodo di completo oblio, tra abbandono e degrado, che si era concluso con la decisione della Città Metropolitana di consegnare le chiavi del villaggio al mecenate Presti.

Sulla questione è però intervenuta la Pineta Sport Management, società che a suo tempo si era fatta avanti per la gestione de Le Rocce e per la realizzazione di un complesso alberghiero. L’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici (Urega) ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per portare a compimento il project financing a destinazione alberghiera e nel mentre si è registrata, nei mesi successivi, l’assegnazione del bene alla Fondazione Fiumara d’Arte di Presti che ha proposto la nascita di un museo sul mare nella suggestiva area naturalistica taorminese. La proposta di Presti ottenne il placet dell’allora Commissario straordinario della Provincia di Messina, Filippo Romano, ed il 27 luglio 2017 si tenne l’inaugurazione della nuova gestione del complesso a cura del maestro Presti.

La Pineta Sport Management Srl si è opposta prima con un ricorso rigettato dal Tar di Catania, poi adesso si è vista adesso accogliere la propria istanza dal Consiglio di Giustizia Amministrativa. Il Cga si è soffermato, in particolare, sul punto dell’avvenuta concessione del bene senza gara dalla stessa Città Metropolitana, “violando – così afferma il Cga – così i principi di concorrenza, non discriminazione e di trasparenza”. I giudici amministrativi, inoltre, sottolineano nella sentenza “la durata del tutto eccentrica del comodato, pari addirittura a 99 anni”. Per il Cga, infine, “risulta abbastanza evidente il nesso di corrispettività, ovvero il collegamento, che lega gli obblighi di cui all’art. 5 con le modalità di uso del bene, per albergo e ristorazione, dalle quali il comodatario potrà ricevere un evidente ritorno economico e che, nell’insieme, al di là di una certa vaghezza, valgono a colorare di onerosità l’intera operazione economica”.

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