Corso Umberto di Taormina

Un avvocato taorminese rischia di essere investito da una bicicletta in Corso Umberto e diffida il Comune con una nota inviata al sindaco e al Comando di Polizia locale. L’episodio riporta d’attualità il fenomeno delle biciclette che spesso sfrecciano nel salotto di Taormina nonostante l’apposito divieto, mettendo a rischio l’incolumità dei passanti. “C’è un malcostume – evidenzia l’avv. Rosario Russo – che ormai si protrae da svariato tempo sul Corso Umberto di Taormina senza che venga posto in essere alcunché dagli enti competenti. Qualche sera fa, intorno alle ore 19 circa mentre mi trovavo sul Corso, a piedi, quando sono stati quasi investito da un giovane che correva ed impennava con la bici. Per pochi centimetri non sono stato buttato a terra. Il giovane era con altri quattro ragazzi che con bici, di grandi
dimensioni, scorrazzavano sul Corso. Mi sono recato al Comando Vigili Urbani e ho segnalato il fatto. Alle ore 19.20 circa essendo che i ragazzi erano ancora sul Corso con le bici, mi riportavo nuovamente dai Vigili Urbani per manifestare il mio disappunto, allora a seguito di ciò, un vigile ha fatto scendere dalla bici dei ragazzi, che dopo pochi metri sono risaliti sulle bici impennando e correndo nuovamente”.

“Siamo stati tutti ragazzi – continua Russo -, ma abbiamo avuto un’educazione da parte dei nostri genitori al rispetto delle leggi, delle cose e delle persone. Cosa che oggi è desueta. Ma come comprendere voi che siete a tutti gli effetti tutori dell’incolumità pubblica: la situazione è oltremodo inaccettabile. Non si può permettere a chicchessia di minare la tranquillità di una passeggiata sul Corso. Se il ragazzo mi avesse investito cosa avreste fatto e cosa avrebbe fatto il genitore dello stesso? Esistono leggi e regolamenti che allo stato non sono, da coloro che devono, applicate e non si comprende perché. E non venitemi a dire quanto dettomi: “sono ragazzi cosa fanno di male, cerchiamo di colpire i grandi”.

“Allo stato – conclude Russo – non si sanziona realmente e non con sole multe ma con sequestri di mezzi, nessuno né grandi né piccoli, ciò è oltremodo lesivo ed inaccettabile, i ragazzi devono essere, anzi dovrebbero essere educati dai genitori, se ne sono in grado, a meno che non rispettino le regole pure loro in questo bailamme attuale, al
rispetto delle regole, e non spalleggiati dagli stessi a fare ciò che ritengono come e quanto e dove. La mia è una diffida formale, chiedo venga applicato quanto stabilito dalla legge al fine di porre fine a tale rischio di essere investiti”.

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