Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

Faccia a faccia di un’ora e segnali di disgelo tra i responsabili della piscina comunale e l’Amministrazione. Le parti, dopo mesi di tensioni, polemiche e azioni legali, sono tornate a sedere allo stesso tavolo per affrontare la spinosa questione della gestione dell’impianto natatorio “contesa” tra le opposte posizioni sulla scadenza del contratto sottoscritto nel 2008. Ad incontrarsi sono stati il vicesindaco Andrea Raneri ed il portavoce del Cvsm, Alessandro Gaglio. «Ci siamo parlati in un clima di cordialità – ha abbiamo discusso di tutto con le rispettive opinioni e i rispettivi ragionamenti che ci hanno visto dire alla fine del discorso che appare opportuno che ognuno di noi riveda alcuni passaggi vissuti e consumati in questi anni. Se bisogna smussare gli angoli siamo disposti a farlo anche noi, stiamo dialogando e su una cosa ci siamo trovati d’accordo: la piscina si deve riaprire, altrimenti subirà i gravi danni del tempo e dell’usura che l’inutilizzo di una struttura provoca in questi casi, specialmente a danno dell’impiantistica. Ci siamo, anzi, già accorti che sono apparse delle crepe dovute proprio all’inattività delle vasche, poiché quando non c’è acqua la parte cementizia va in usura. E chissà in quali condizioni è adesso l’unica caldaia che c’è». Rimane, comunque, la disputa sul contratto di gestione, che per il Comune è scaduto il 9 marzo scorso e per il Cvsm scade invece nel 2026, con relativa causa che vedrà pronunciarsi il Tar di Catania a marzo. «Al vicesindaco – aggiunge Gaglio – ho ribadito che la delibera di Consiglio sull’elipista non è legittima e ho ricordato che per l’inerzia del Comune, a suo tempo, siamo rimasti chiusi 296 giorni chiusi quando si danneggio il tetto e allora abbiamo perso il 50% degli utenti e la parte rimanente si è ormai persa adesso. Ad ogni modo avremo modo di rivederci, Raneri ci ha fatto sapere che chiederà gli atti agli uffici per avere un quadro chiaro della situazione».

La proposta di Raneri. «È chiaro che siamo davanti ad una questione complessa – spiega Raneri -. Se la piscina resta chiusa è un danno per tutti. Conosco Gaglio e so che si può dialogare. Dal punto di vista della causa in atto va detto che i fatti ci vedono lontani, su posizioni differenti. Si può pensare, eventualmente, di trovare un accordo sulla voltura delle utenze e far riattivare corrente elettrica, acqua e gas, facendole rimanere a carico del Cvsm e il Comune potrebbe anche impegnarsi in questa fase a bloccare il canone d’affitto, in attesa di una regolamentazione definitiva di tutta la materia. Mi confronterò con il sindaco e con il legale incaricato dalla Giunta per la questione della piscina comunale, per capire quali strade si possono percorrere per consentire la riattivazione della piscina e per capire se può esserci un punto di convergenza con il Cvsm».

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