Palazzo Paladino

Palazzo Paladino potrebbe diventare sede del Museo archeologico di Naxos. A lanciare questa importante prospettiva è il Parco di Naxos-Taormina, che su iniziativa del direttore, arch. Vera Greco, e del commissario straordinario avv. Giuseppe Valentino, in sinergia con la Regione Siciliana, si prepara all’asta indetta per il 20 dicembre dal Tribunale di Messina nella quale si deciderà il nuovo proprietario del castello oggetto di esecuzione immobiliare. «La scelta, importante e tempestiva, del nuovo assessore regionale ai beni culturali Vittorio Sgarbi di sostenere l’acquisizione del Castello di Schisò al patrimonio pubblico – spiega il commissario Valentino, d’intesa con l’arch. Greco – non può che incontrare il plauso incondizionato di tutti i cittadini del comprensorio che hanno a cuore il nostro patrimonio culturale ed artistico ed una crescita sostenibile dell’economia turistica».

Un bene prezioso. «Quello che è noto anche come Palazzo Paladino – evidenzia Valentino .- è un bene molto prezioso, in primo luogo da un punto di vista storico ed identitario. Si tratta di un monumento tra i più antichi della riviera ionica il cui nucleo originario risale all’epoca bizantina ed intorno al quale, in diversi periodi storici, è cresciuta una fortezza in difesa della costa, trasformata infine in una residenza gentilizia agli inizi del XIX secolo dai De Spuches, marchesi di Schisò. Questo acquisto era da tempo fortemente desiderato oltre che per la bellezza e lo straordinario valore storico del monumento anche per la sua posizione: il Castello di Schisò avrebbe dovuto fin dall’inizio far parte del parco archeologico di Naxos e Taormina poiché si trova alle sue spalle, accanto all’arsenale navale e a quello che fu il porto antico della prima colonia greca siciliana».

Sito ideale per il Museo. «Da sempre – continua Valentino – si è pensato che il Castello fosse il luogo ideale per il Museo Archeologico, che ora è situato in piccolo edificio degli anni sessanta dove, per mancanza di spazio, trovano posto solo alcuni e tantissimi, preziosi reperti recuperati nelle campagne di scavo condotte a Naxos e che, in attesa di restauro e di una degna esposizione, sono precariamente collocati nei magazzini. Palazzo Paladino potrebbe dunque essere una sede prestigiosa per il Museo che rappresenterebbe uno strumento essenziale per crescita di tutto il comprensorio, specialmente ora che il turismo culturale, da nicchia di mercato, è diventato uno dei segmenti trainanti dell’economia turistica. Si tratta dunque di un grande intervento di valorizzazione del territorio, condotto in una felice sinergia perché va rilevato che la decisione di Sgarbi fa seguito alla iniziativa del direttore del Parco di Naxos e Taormina, architetto Vera Greco, che ha seguito la pratica con grande impegno ed attenzione, e del suo commissario straordinario, Giuseppe Valentino. Ed ancora, è giusto ricordare che il precedente assessore ai Beni Culturali Aurora Notarianni – all’esito di un incontro nel quale venne affrontato l’argomento, svoltosi ad Ottobre a Villa Caronia, alla presenza dei rappresentanti istituzionali del Parco e dei Sindaci di Giardini Naxos e Francavilla Sicilia e dell’assessore al Turismo di Taormina – aveva già manifestato con atto formale l’interesse della Regione alla acquisizione del castello di Schisò».

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