Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

Dopo mesi di guerra aperta tra duri scontri verbali e soprattutto di reciproche azioni legali, sino al pignoramento da 878 mila euro effettuato nei giorni scorsi dall’ente gestore verso la casa municipale, Comune di Taormina e Cvsm tornano oggi pomeriggio a sedere attorno ad un tavolo per cercare un punto di intesa nel braccio di ferro sulla piscina comunale. Il vicesindaco Andrea Raneri, come aveva preannunciato la scorsa settimana, ha infatti convocato i responsabili del Corpo Volontario di Soccorso in Mare per affrontare il problema attorno ad un tavolo. «Non è più tempo di denunce, è l’ora del dialogo», è la parola d’ordine in questa vicenda sinora caratterizzata da momenti di alta tensione. «Prendiamo atto della convocazione di Raneri e gli diamo atto di essere stato l’unico a voler parlare con noi e a sedersi ad un tavolo», fa sapere il portavoce del Cvsm, Alessandro Gaglio. Il Cvsm, comunque, porrà al tavolo della discussione alcune condizioni che, a questo punto, si dovrà verificare se verranno accettate o no dal Comune.

La posizione dell’ente gestore. «Per noi il contratto è valido sino al 2026 – ribadisce il Cvsm – e riteniamo illegittima la delibera con la quale il Consiglio comunale il 16 febbraio scorso ha votato la trasformazione dell’elipista da provvisoria a permanente. C’è un contratto, c’è un progetto per la cittadella sportiva e quei terreni sono in gestione al Cvsm». E, come detto, ora bisognerà aspettare la giornata odierna per avere la posizione della Giunta, che sinora ha portato avanti il ricorso in atto al Tar (con udienza prevista a marzo) per il rilascio dei locali, ritenendo che il contratto sia scaduto il 9 marzo scorso, e, che il 13 dicembre andrà al Cru a Palermo per richiedere parere positivo alla variante al Prg sull’elipista. «Vogliamo riaprire la piscina, ora spetta al Comune dire se vuole la stessa cosa o se vuole invece la chiusura definitiva della piscina in favore dell’elipista», aggiunge il Cvsm. In caso di “fumata nera” al termine di questo incontro, è presumibile che la piscina rimanga insomma chiusa ancora a lungo, almeno sino al giudizio del Tar (a marzo) e poi chissà per quanto altro tempo ancora se le parti andranno in via definitiva ad un contenzioso sul contratto.

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