Gaetano Carella, assessore ai Lavori pubblici
Gaetano Carella, assessore ai Lavori pubblici

«L’opposizione ha chiesto le mie dimissioni e, prima ancora dei consiglieri Caltabiano, Corvaia e Benigni, anche il presidente del Consiglio D’Aveni aveva dichiarato che mi sarei dovuto dimettere in riferimento alla vicenda delle Suore se entro dicembre non fossero partiti i lavori. A loro e a chiunque altro replico che non esiste alcun motivo per cui io debba dimettermi». Così l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Carella respinge la richiesta di dimissioni avanzata nei suoi confronti dai consiglieri di opposizione Nunzio Corvaia, Alessandra Caltabiano e Piero Benigni per i problemi delle scuole taorminesi, e analoga posizione che prima ancora aveva assunto nei suoi confronti il presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni. «Mi sono sempre assunto le mie responsabilità – replica Carella – ma qui siamo in presenza di fatti sui quali non ci sto più. Chiedo e pretendo invece che mi vengano fatte delle scuse per tutto quello che è stato detto sulla mia persona. Sull’atteso avvio dei lavori nella sede delle Suore per adibirla a scuola dico, intanto, che non è mia competenza e la questione riguarda un’altra delega (Patrimonio) e un altro assessorato. Non si può entrare in una proprietà privata e fare dei lavori se non viene firmato un contratto. I problemi delle scuole riguardano tutti noi, c’è di mezzo la salute e la sicurezza dei bambini e la preside come i genitori quando mi hanno chiamato hanno sempre trovato in me un interlocutore disponibile e pronto al dialogo. Accetto le critiche costruttive, non quelle strumentali e a chi mi contesta ricordo che sono una persona onesta e non vivo di politica. Rimando al mittente le accuse ed il “fango politico” sul mio operato. Qualcuno pensa già alla campagna elettorale ma non consento che venga fatta sulla mia pelle».

Il caso Vittorino da Feltre. «Sulla scuola elementare Vittorino da Feltre – continua Carella – nessuno si prenda meriti che spettano al sottoscritto sul finanziamento recuperato. Quando dissi che il finanziamento non era stato perso sono stato tacciato di essere bugiardo e ora invece si potrà andare in gara per ristrutturare il plesso dopo 13 anni di chiusura. Mi auguro che il mio collega Andrea Raneri ed il sindaco Eligio Giardina dicano la verità. Invito Raneri a chiarire che sarei dovuto andare io alla conferenza dei servizi a Palermo ma ero assente per impegni istituzionali concomitanti ed è stato delegato lui a presenziare la riunione. Spero pure che il sindaco prenda posizione a mio sostegno. Quelli che mi hanno attaccato vengano in Consiglio a chiedere scusa per tutto quanto detto su di me. Vale per i consiglieri di minoranza ed anche il presidente del Consiglio ha preso un abbaglio, forse perché era preso in quel periodo da altre cose».

Il finanziamento per la Foscolo. «Analogo discorso – conclude Carella – vale per la scuola “Ugo Foscolo”, sulla quale mi sono impegnato ottenendo la proroga del finanziamento da 400 mila euro. In seguiti ci sono state delle riunioni dei tecnici dalle cui valutazioni è emerso che le somme non sarebbero bastate. Ammontavano a 290 mila euro le somme disponibili per le opere, quindi nemmeno 400 mila euro. Ci si è resi conti che quel progetto sarebbe stato inutile ed anzi dannoso. Ho impedito uno sperpero di denaro e ho disposte le opportune verifiche da cui i tecnici hanno certificato come stanno le cose e che quelle opere non avrebbero messo a norme il plesso. L’inadeguatezza di quel progetto non è da ricondurre a me ma a chi lo ha redatto negli anni passati. Questi sono i fatti, tutto il resto sono bugie e cattiverie che rimando a chi mi ha contestato».

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