Segnaletica Turistica finanziamento rischio

«Altri Comuni virtuosi partecipano ai bandi e intercettano finanziamenti, Taormina ormai invece è la città delle occasioni mancate e, oltre al caos per le scuole, il Comune ha perso un finanziamento di 500 mila euro per la segnaletica bilingue e nessuno ci spiega come ciò sia stato possibile». Lo afferma il capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, il consigliere di opposizione Pinuccio Composto, che non risparmia bordate all’indirizzo dei vertici della casa municipale. «Gli uffici – spiega Composto – hanno riferito che c’è stata una gara a cui non si è presentato nessuno. Il bando evidentemente era stato fatto male e la logica vorrebbe che quando non partecipa nessuno, l’iter andrebbe rivisto e riproposto, e invece qui no. L’iter è finito lì e il finanziamento è stato perso. Nessuno si preoccupa di spiegare come sono andate esattamente le cose, la Giunta dovrebbe informare la città sul perché e come sia stato perso questo finanziamento. Sembra che si parli di una cosa secondaria, mentre si tratta del biglietto da visita per chiunque arriva a Taormina. Vorremmo sapere, una volta per tutte, dall’Amministrazione come sono andate le cose. Le cose essenziali, quelle più importanti, per accogliere al meglio i nostri turisti sono le indicazioni stradali, ovvero un’adeguata segnaletica e cartellonistica, ma questo a Taormina sembra solo un dettaglio. Taormina potrebbe e dovrebbe dotarsi di moderni dispositivi di segnaletica a led, presenti già in altre città con risultati visivi e funzionali di rilievo. La nostra città è la capitale del turismo siciliano ed accoglie visitatori da tutto il mondo ma da questo ed altri punti di vista siamo fermi all’era della pietra».

La politica degli annunci. «Oggi basterebbe informatizzare le procedure – continua Composto -, tuttavia gli uffici non sono in grado di ottemperare alle direttive nazionali ed europee e la colpa è della politica che non si preoccupa di far progredire la città. La gente si è stufata della politica degli annunci. Non c’è nemmeno una reale volontà di chiudere la città con le Ztl, ed è stato perso ciò che si poteva mantenere in occasione del G7 e mi riferisco alle telecamere montate in città per l’evento e poi portate via il giorno dopo. Telecamere e tecnologie d’avanguardia altrove sono una normalità, qui rimangono pura utopia».

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