Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina
Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina

«Dopo 13 anni ci viene raccontata una verità monca di particolari e faziosa. Quello che è strano è la tempistica, 13 anni sono passati e a 6 mesi dalle elezioni avviene il risveglio dal letargo». Lo afferma Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina dal 2008 al 2013 e, prima ancora, nel 2004 vicesindaco della Giunta del tempo che chiuse la scuola elementare “Vittorino da Feltre” nell’autunno 2004. Sulla questione, che ancora adesso resta al centro di tanti aspetti da chiarire, e sollevata anche nei giorni scorsi in Consiglio comunale dal consigliere di opposizione Eugenio Raneri, Passalacqua respinge le accuse e in queste ore intervenendo nella polemica scatenatasi pure sui social network ha così articolato la sua replica: «Turiano sindaco, Passalacqua, Conti, Mannino, Pina Raneri, D’Urso, Falconeri e De Vita (assessori), presidente del Consiglio Pino Composto – scrive Passalacqua -. Raneri racconta la sua verità forse tralasciando particolari importanti volutamente? Ci sarà il tempo per rispondere a tutte le bugie dette sinora e spiegare come e perché fu chiusa, soprattutto il passaggio in cui il sottoscritto tolse l’incarico ai progettisti dopo la morte di Turiano nel mese di interregno prima dell’arrivo del Commissario La Barbera e come la nuova Giunta nel 2006 prontamente glielo riaffidò subito. Raneri queste cose le sa bene ma ne parleremo».

Scuola e campagna elettorale. Nel richiamare e condividere le affermazioni fatte in tema da Vittorio Conti, Passalacqua, che alle Elezioni Comunali 2018 potrebbe tornare in campo ed essere tra i candidati a sindaco, continua: «Alcune cose davo per scontato si ricordassero. Come detto già, in molti hanno iniziato la campagna elettorale qui in verità solo campagna denigratoria, ma i fatti sono questi, il resto è maldicenza fantasiosa, ci sarà tempo e modo di rispondere, sopratutto agli addetti ai lavori che ben conoscono la verità, molti altri ascoltano, parlano ma solo per sentito dire. Io, ripeto, non ho tempo da passare ai bar o in giro». Ed ancora: «Io sono tranquillamente alla finestra, ma sempre più spesso vengo tirato in polemiche che non mi interessano perché speciose, sono stato quattro anni e mezzo in silenzio, lasciando lavorare tutti, conscio delle difficoltà di Amministrazione odierne, eppure quotidianamente qualcuno mi tira per i capelli dentro. Nella consapevolezza assoluta che gli errori li facciamo tutti indistintamente non amo bugie e mistificazioni, non posso farci niente, mi spiace. Qui sembrano tutti Dei in terra, affibbiando responsabilità sempre sugli altri, io le mie le ho sempre prese ed ho pagato in tutti i campi, ed avendole prese mi sono state caricate anche quelle non mie».

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