Carla Santoro, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo 1 Taormina
Carla Santoro, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo 1 Taormina

«Per quanto mi riguarda posso partecipare a qualsiasi manifestazione a difesa di diritti civili come quelli dei bambini del 3 novembre. Il sindaco forse non conosce le regole che sono alla base dei processi democratici ed urge un ripasso di educazione civica». Così la dirigente dell’Istituto Comprensivo 1 di Taormina, Carla Santoro replica al sindaco Eligio Giardina che ne aveva contestato in Consiglio comunale la sua partecipazione al corteo di protesta del 3 novembre scorso. La preside passa al contrattacco e propone diversi interrogativi nei confronti dei vertici della casa municipale. «Ormai non si comprende – afferma la dott.ssa Santoro – quali siano le strategie di questa Giunta. Sulla “Ugo Foscolo” chiedono una proroga alla Regione sino al 31 dicembre 2018 per salvare un finanziamento e la ottengono salvo poi decidere poco dopo di rimandare la stessa somma a Palermo perché “inutile e dannosa”. Per i rilievi sismici e i carotaggi eseguiti nelle scuole di Mazzeo e Trappitello non ho avuto alcuna comunicazione formale mentre il Comune ha il dovere e l’obbligo di trasmettermi gli atti: devo sapere se i bambini e il personale scolastico siano al sicuro. Sulla scuola “Foscolo” quali sono questi motivi cosi gravi emersi per rispedire a Palermo un finanziamento, e come ci si è accorti di tali “criticità inattese”, visto che ditta ha lavorato solo per due giorni? E se c’è stato un aggravio, come si può consentire la permanenza dei bambini in questo plesso? L’assenza di chiarezza fa venire dubbi più che spontanei. E premesso che non c’è ancora il contratto con le Suore, perché spostare sol i bambini delle elementari e lasciare quelli delle medie in un plesso non a norma?».

Il dubbio inquietante sulla “Vittorino da Feltre”. «Ancora più grave – continua la Santoro – è il discorso sulla “Vittorino da Feltre”, dove si annuncia di aver recuperato un finanziamento che era stato perso ma il Comune sostiene che sarà sufficiente per mettere a norma solo un’ala dell’immobile. Lì sono rimasti 80 bambini dai 3 ai 5 anni della scuola dell’infanzia e c’è persino chi afferma che sarebbe stata chiusa all’epoca (nel 2004,ndr) un’ala che era agibile mentre per errore sarebbe rimasta aperta quella dove ancora adesso si trovano i bambini. E’ vero o falso ciò? Tutte queste relazioni impreviste e improvvise sulla “Foscolo” sembrano un déjà-vu, che richiama alla mente la chiusura delle elementari. Perché, infine, è stata nascosta a tutti la riunione avuta dal Comune il 19 ottobre con un privato interessato alla sede delle Suore e alle scuole?».

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