Comune di Taormina
Palazzo dei Giurati sede del Comune di Taormina

Si avvicinano le elezioni amministrative e si intensificano a Taormina le grandi manovre in vista del voto di giugno. La nuova legge elettorale che stavolta affiancherà ad ogni candidato sindaco soltanto una lista e che, di conseguenza, pone fine alle coalizioni, promette di rendere stavolta ancora più incerto l’esito della competizione, con i potenziali pretendenti alla nomination già in pieno fermento. Tra le fila della maggioranza tiene banco il rebus riguardante la ricandidatura del sindaco Eligio Giardina, che nei mesi scorsi e soprattutto dopo il G7 si era detto pronto a correre per tentare la riconferma e che adesso sta riflettendo sulla sua scelta definitiva. L’attuale primo cittadino pensa di ricandidarsi ma vuole prima capire quale sarà lo scenario politico, prende tempo e potrebbe attendere ancora un po’ di tempo prima di sciogliere la riserva sul dentro o fuori. Fremono gli attuali alleati di Giardina, perché la sua scelta di riflesso determinerà le valutazioni altrui. Se Giardina non dovesse ricandidarsi la prospettiva sarebbe quella di una sorta di “liberi tutti”, con i componenti dell’attuale maggioranza che andrebbero alla ricerca di ricollocamento con altri candidati e con qualcuno che potrebbe, a quel punto, decidere di scendere in campo in prima persona.Giardina potrebbe attendere ancora qualche mese, forse gennaio o febbraio, prima di decidere, ma gli alleati si preparano ad intensificare il pressing perché stavolta la contesa sarà un rebus e c’è bisogno di accelerare i tempi per stringere accordi.

D’Agostino in attesa. Alle spalle di Giardina c’è da tempo in rampa di lancio, tra gli altri, Mario D’Agostino, che nei mesi scorsi ha compiuto la scelta strategica di dimettersi da vicesindaco e lasciare la Giunta anche per “spegnere i riflettori” su di lui e per provare a tenere lontani i fermenti politici di fine legislatura in vista poi di una eventuale candidatura. Chi ha già deciso che non sosterrà una ricandidatura del sindaco è l’attuale vicepresidente del Consiglio, Vittorio Sabato, da sempre determinante col suo peso elettorale e non a caso primo degli eletti per il Consiglio comunale nel 2013. Sabato non vuole puntare sui medici e guarda ad alternative da individuare nel settore degli imprenditori ed operatori economici della città.

Il ritorno di Passalacqua. Molto probabile appare, invece, il ritorno in campo dell’ex sindaco Mauro Passalacqua, sulla cui nomination intende puntare con decisione lo “zoccolo duro” dell’Amministrazione che da lui fu guidata tra il 2008 e il 2013, con in primis l’allora assessore Marcello Muscolino. Anche su questo fronte le grandi manovre sono già iniziate da mesi con una serie di riunioni finalizzate a cercare di individuare il percorso politico da intraprendere.

Il boom delle candidature. La nuova legge elettorale anti-coalizioni che pone fine alle coalizioni sembra destinata a rappresentare il “fattore X” delle prossime elezioni, incoraggiando un sostanziale aumento delle candidature a sindaco che stavolta, volendo abbozzare un ipotetico scenario (che evidentemente ad oggi resta ancora prematuro e alquanto confuso) potrebbe anche superare le 6 registratesi nel 2013 ed arrivare a sette o otto nomination. Tutto inizierà ad essere un po’ più chiaro ad inizio 2018. Intanto punta con decisione alla sindacatura anche Pinuccio Composto, candidato nel 2013 e allora sconfitto dalle 6 liste di Giardina. In casa Pd potrebbe presto emergere il nome della consigliera comunale, Graziella Longo, figlia del 94enne storico sindaco Eugenio Longo, e pronta ormai da tempo per un ruolo da protagonista. Sempre tra i democratici si parla, comunque, con insistenza anche di altri nomi su cui il partito potrebbe puntare, come il capogruppo Piero Benigni e di Sergio Cavallaro (ex consigliere comunale). Una candidatura verrà espressa sicuramente dal Movimento Cinque Stelle, che in questi giorni ha avviato una serie di incontri per lanciare il proprio progetto amministrativo. Infine, potrebbe ripresentarsi Cino Restuccia, ed anche il consigliere di opposizione Eugenio Raneri, senza dimenticare che potrebbe pure riproporsi Francesca Gullotta, già candidata nel 2013 e in quella occasione giunta seconda alle spalle di Giardina.

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