Suoli pubblici

Slitta alla prossima legislatura la riforma sulle concessioni dei suoli pubblici a Taormina. A sette mesi ormai dalle elezioni comunali, è ormai destinata a passare alla prossima Amministrazione e al futuro Consiglio comunale la responsabilità di procedere all’adozione del nuovo regolamento sui suoli pubblici. Dopo l’accelerazione di fine estate che sembrava poter portare ad una svolta, infatti è stata nuovamente “congelata” con una lunga serie di rinvii la discussione sulla rimodulazione dei criteri di assegnazione degli spazi pubblici alle attività site sul territorio di Taormina. Si tratta di una questione che interessa da vicino oltre 500 attività tra ristoranti, bar, pub, tavole calde e negozi siti per lo più in centro storico ed anche in altre aree della città. Sull’argomento si è prodotta, invano, in pressing a più riprese la presidente della Quarta Commissione Consiliare, Alessandra Caltabiano, che ha sollecitato l’attuale Amministrazione a trovare un’intesa per consentire la discussione del regolamento e la conseguente approvazione poi in Consiglio comunale. Ma l’iter si è impantanato dopo l’arrivo in Commissione, a metà settembre, della nuova bozza predisposta dalla Giunta. Da lì in poi c’è stata una riunione congiunta di Prima e Quarta Commissione e una serie di rinvii.

Situazione esplosiva. Sembra prevalere, insomma, la volontà di prendere tempo per non determinare modifiche che potrebbero avere riflessi negativi sugli operatori economici, mentre all’orizzonte si avvicinano le elezioni comunali di giugno. Dovrebbe essere disciplinata la situazione “esplosiva” delle tante vie, viuzze, vicoli, piazze e angoli della città dove tavoli, sedie e insegne varie hanno ridotto ai minimi termini le possibilità di transito per i pedoni e per i turisti, tuttavia a Palazzo dei Giurati il timore non troppo velato è quello di creare polemiche e malumori che potrebbero avere riverberi negativi sulla prossima tornata di voto. Eppure da tanti, troppi, anni si continua ad attendere che il Comune metta mano all’ambigua situazione, che nel tempo è andata degenerando, di numerose attività dove si registra una sproporzione tra i suoli concessi all’esterno del locale e la superficie interna dell’esercizio stesso. Una condizione di deregulation che ha creato spesso dei momenti di alta tensione in vari punti della città.

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