Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

È ormai guerra senza esclusioni di colpi tra Cvsm e Comune sulla piscina comunale. Una nuova ingiunzione di pagamento è stara destinata nelle scorse ore dall’ente gestore all’indirizzo di Palazzo del Giurati per inottemperanza alla convenzione del 10 marzo 2008 (delibera n. 10/08) che a suo tempo ha previsto dei “servizi a tariffa agevolata per categorie protette”, ovvero per bambini, anziani e disabili. Cifre che il Comune non avrebbe versato in questi anni. «In forza della citata convenzione, e fino alla illecita sospensione dell’erogazione dell’acqua da parte del Comune – scrive il presidente del Cvsm, Giuseppe Sperlinga -, la nostra associazione, titolare della gestione della piscina comunale, ha continuato a prestare i servizi cui essa era obbligata. A fronte di ciò, siamo costretti a costatare come ancora una volta il Comune di Taormina, evidentemente in esecuzione di decisioni assunte arbitrariamente in sede politica, si sia reso inadempiente dei propri obblighi contrattuali nei nostri confronti, non corrispondendo quanto dovuto per i servizi resi e che ammonta ad ulteriori 105 mila euro, come da ricevute fiscali emesse e notificate alla parte debitrice».

«Atteggiamento illecito». «Tale somma – prosegue la nota – va a sommarsi all’altra, pari a circa 580 mila euro, già ingiunta con provvedimento esecutivo dal Tribunale di Messina e per la quale la nostra associazione sta già agendo, suo malgrado, con espropriazione forzata, persistendo l’atteggiamento illecito che ha connotato da qualche anno la condotta contrattuale dell’ente. Di ciò, evidentemente, i responsabili dovranno rendere conto in tutte le sedi legali che abbiamo già adito e in quelle che andremo ad adire, penali, civili, contabili. A questo punto, con questa ulteriore azione il Cvsm diffida e mette in mora il Comune di Taormina a corrispondere nel termine perentorio di giorni dieci dal suo ricevimento, la somma di 105 mila euro – e aggiunge  – espresso avvertimento che in difetto verrà proposto ricorso per ingiunzione di pagamento all’Autorità Giudiziaria competente e verranno trasmessi gli atti alla Procura presso la Corte dei Conti».

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