Panorama

Sono passati ormai due anni dall’avvio dell’iter per la stipula di un patto d’area comprensoriale che riunisse allo stesso tavolo i rappresentanti delle istituzioni, gli operatori del settore turistico, i lavoratori ed i loro sindacati. Il promotore dell’iniziativa, Mario Ianniello, ex esperto del sindaco di Giardini Naxos Pancrazio Lo Turco, si era prefisso l’obiettivo di fornire agli addetti ai lavori uno strumento strategico che potesse favorire una sinergia virtuosa tra gli attori chiave.

Gli obiettivi. L’iniziativa partita dalla prima colonia greca di Sicilia si prefiggeva alcuni obiettivi strategici quali l’applicazione di un metodo di allungamento della stagionalità (“destagionalizzazione”) per garantire ai lavoratori del settore 7/8 mesi di lavoro effettivi e lo studio di possibilità di intervento a sostegno del reddito di tutti coloro che andrebbero, alla scadenza degli otto mesi sopra menzionati, in disoccupazione involontaria. L’ottenimento degli obiettivi strategici sopra esposti sarebbe passato dallo sviluppo di una sinergia positiva tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle categorie del settore, le associazioni imprenditoriali dell’accoglienza turistica, quelli delle categorie dei pubblici esercizi, del commercio locali, territoriali e provinciali. Sinergia che avrebbe trovato concreta trasposizione nella stipula del Patto D’Area e negli interventi in esso concordati. Tra questi, ad esempio, le controparti avevano ipotizzato che le eventuali deroghe alle aperture festive e domenicali degli esercizi commerciali avrebbero dovuto prevedere quote di riserva nel personale da occupare di lavoratori fuorusciti dal mercato del lavoro del medesimo settore di attività o da altre aziende con personale riqualificato che operano nel territorio dello stesso Comune e/o dei comuni aderenti al patto nella misura del 40%.

Una firma mai siglata. Dall’autunno del 2015 fino ad oggi, sull’argomento si sono susseguiti vari incontri e tavoli tecnici a cui hanno partecipato amministratori, sindacati e rappresentanze di commercianti ed albergatori senza che fosse trovata una sintesi definitiva nemmeno quando le parti sembravano essere estremamente vicine come nel febbraio dello scorso anno. Probabilmente, sull’iter di approvazione della piattaforma hanno pesato, in primis, i campanilismi fra i comuni di Taormina e Giardini. La cittadina naxiota, infatti, sarebbe stata capofila di un progetto di ampio respiro in caso di sua approvazione relegando ad un ruolo secondario la Perla dello Jonio, regina del turismo isolano. Sono forse mancati anche i supporti politici da parte di tanti amministratori giardinesi che non hanno mai preso posizione, positiva o negativa, sull’argomento. L’unica eccezione da questo punto di vista è rappresentata dalla netta presa di posizione del sindaco di Giardini Pancrazio Lo Turco che, lo scorso febbraio, aveva dichiarato sulle colonne del nostro quotidiano il suo incondizionato sostegno all’iniziativa oltre a rivendicare il ruolo da protagonista interpretato da Naxos fino a quel momento. Infine, probabilmente anche i protagonismi sindacali delle diverse sigle coinvolte hanno influenzato negativamente, fino a questo momento, la mancata conclusione del progetto.

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