Conclusa la due giorni del G7 sulle Pari Opportunità, il primo nella storia dei grandi della Terra, tenutosi a Taormina a sei mesi di distanza dal summit dei Capi di Stato e di Governo che lo scorso maggio ha avuto sempre nella Perla dello Jonio il suo scenario privilegiato. La Sottosegretaria di Stato, Maria Elena Boschi, ha ringraziato “Taormina e i taorminesi per la splendida accoglienza”. Nella giornata finale, i ministri hanno visitato in forma privata il Teatro Antico, ed anche la Villa comunale e si sono recati al centro di assistenza per le donne gestito dall’associazione onlus “Penelope” a Gaggi.

L’impegno finale. Parità di genere, violenza alle donne, tratta delle migranti, i temi sul tavolo erano tanti e tutti in qualche modo connessi tra loro. Il G7 delle ministre (tutte donne tranne il rappresentante del Giappone) allargato alla commissaria europea per la parità di genere, si chiude con una dichiarazione di intenti per riaffermare gli obiettivi comuni dei sette paesi più industrializzati sul tema pari opportunità: il rafforzamento sociale, politico ed economico delle donne e delle bambine nella società. Con un obiettivo: tagliare del 25 per cento il divario uomo-donna entro il 2025, soprattutto nel mondo del lavoro, consapevoli che tra i Paesi “nessuno ha ancora raggiunto la parità di genere de facto”, come è scritto nel documento finale.

No alla violenza sulle donne. Le delegazioni del G7, a Taormina nella prima ministeriale sulle pari opportunità, hanno approvato un documento che impegna i governi ad “attuare e monitorare” interventi per l’uguaglianza di genere. I sette paesi sostengono l’esistenza di “divari che devono ancora essere colmati”. Si prevedono, fra l’altro, azioni per la crescita dell’occupazione femminile, la presenza in politica e sui luoghi decisionali. La lotta alla violenza sulle donne occupa nel documento uno spazio strategico per la sviluppo dei paesi.

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